Libia, sequestrato e ucciso il sindaco di Misurata, Mohammed Eshtewi

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 dicembre 2017 19:51 | Ultimo aggiornamento: 18 dicembre 2017 19:51
Libia-sindaco- Misurata

Il sindaco di Misurata, Mohammed Eshtewi

TRIPOLI – Altissima tensione in Libia. Nella notte tra domenica e lunedì 18 dicembre un commando ha sequestrato e poi ucciso il sindaco di Misurata, terza città e porto strategico della Libia. Tutto si è svolto rapidamente, quando il sindaco, Mohammed Eshtewi, stava facendo rientro a Misurata, dopo aver concluso una visita in Turchia assieme a una delegazione di funzionari locali.

L’assassinio non è stato ancora rivendicato, ma, secondo quanto scrive il Libya Herald, così come il North Africa Post, i sospetti sono indirizzati verso le milizie islamiste della città, il Misrata Military Council, e altri oppositori politici, che in diverse occasioni hanno cercato di forzare Eshtewi alle dimissioni, contestandogli in particolare il suo sostegno all’Accordo politico libico (Lpa) firmato due anni fa a Skhirat e al governo di unità nazionale di Al Sarraj di base a Tripoli.

Altre fonti, che hanno chiesto l’anonimato, sostengono che i responsabili potrebbero essere invece i nostalgici del regime del defunto colonnello Muammar Gheddafi o dell’uomo forte della Cirenaica, il generale Khalifa Haftar, oppure dell’Isis, che lo scorso 4 ottobre ha peraltro rivendicato un micidiale attacco kamikaze al tribunale di Misurata in cui morirono almeno quattro persone.

Resta comunque il fatto che l’agguato è stato compiuto in maniera particolarmente efficiente. L’auto con a bordo Eshtewi è stata intercettata e bloccata dal commando mentre era in viaggio sulla strada dell’aeroporto. Con lui a bordo c’erano anche suo fratello, che è stato gravemente ferito con un colpo di arma da fuoco alla testa, e un autista, a quanto risulta rimasto illeso.

Eshtewi è stato quindi sequestrato e il suo corpo è stato ritrovato non molto tempo dopo, crivellato di colpi, nei pressi dell’ospedale Safwa. Il sindaco era impegnato a favorire una riconciliazione tra moderati e radicali di Misurata e tra la città e il resto del Paese, in modo particolare negli ultimi tempi, in previsione della scadenza dell’Accordo politico libico, avvenuta proprio domenica 17 dicembre.

Due giorni fa, la presidenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu, come ha sottolineato una dichiarazione della Missione di stabilizzazione in Libia (Unsmil), ha enfatizzato “la continuità dell’accordo nel periodo transitorio della Libia” respingendo “scorrette scadenze che servono solo a minare il processo politico agevolato dall’Onu”. Tuttavia, sempre domenica, il generale Haftar ha affermato in un discorso televisivo che ora la Libia “è a una svolta storica pericolosa”, con “la scadenza dell’accordo politico” di Skhirat. “Tutti gli organi politici nati da questa intesa – ha continuato – perdono oggi di fatto la loro legittimità, entità peraltro già contestate da quando sono entrate in carica”.