Licenziata per aver fatto pipì in una scatola. Il giudice ordina il reintegro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 marzo 2014 19:52 | Ultimo aggiornamento: 3 marzo 2014 19:53
Licenziata per aver fatto pipì in una scatola. Il giudice ordina il reintegro

Licenziata per aver fatto pipì in una scatola. Il giudice ordina il reintegro

ST. CLOUD (USA) – Licenziata per aver fatto pipì in una scatola, ora Lily Prince ha citato in giudizio la compagnia per cui lavorava, la Electrolux, anche se questa l’ha reintegrata. E’ successo a St. Cloud, in Minnesota. 

Un giorno, durante il suo turno alla catena di montaggio, la donna, 51 anni, ha sentito impellente il bisogno di andare in bagno. Allo Star Tribune Lily Prince ha raccontato di aver supplicato il supervisore, ma invano. Dopo 40 minuti di richieste andate a vuoto l’operaia ha preso una scatola di cartone messa dentro un sacchetto di plastica e vi ha urinato dentro. “Sapevo che non avrei potuto trattenerla ancora”, ha detto allo Star Tribune.

Il giorno dopo la donna è stata licenziata per “violazione delle norme di tutela della sicurezza e della salute”. E’ rimasta senza lavoro per undici mesi, fino a quando, nell’agosto del 2012, un giudice del lavoro ha deciso il suo reintegro.

Per il giudice Donovan Frank Lily Prince è stata “discriminata perché chiedeva il rispetto dei propri diritti”.

La legge dello Stato del Minnesota, infatti, stabilisce che

“un datore di lavoro deve concedere ad ogni dipendente un adeguato tempo di pausa ogni quattro ore di lavoro consecutive per consentire di usare il bagno più vicino”.

La signora Prince sostiene che delle operazioni chirurgiche a cui si è sottoposta le hanno ristretto l’intestino, e per questo è costretta ad andare in bagno più spesso, ma la compagnia dice che non ha mai presentato la documentazione medica. Adesso la donna lavora in un posto dove non ci sono restrizioni per andare in bagno.

“E’ tranquillizzante lavorare in un luogo in cui si è liberi di andare in bagno”.