Lina Medina, mamma a 5 anni: una storia ancora senza colpevoli

di Caterina Galloni
Pubblicato il 28 Giugno 2020 6:00 | Ultimo aggiornamento: 28 Giugno 2020 8:39
Non si sono mai trovati i colpevoli della gravidanza di Lina Medina, mamma a 5 anni

Lina Medina, mamma a 5 anni: una storia ancora senza colpevoli (Foto Ansa)

ROMA  –  La vicenda della mamma più giovane del mondo, Lina Medina, che diede alla luce un figlio quando aveva 5 anni e 7 mesi, è stata rievocata per medium.com da Andrei Tapalaga.

Lina era nata  il 27 settembre 1933 a Paurange, piccolo villaggio andino, in una famiglia umile. La madre, Victoria Losea, era una casalinga e il padre, Tiburelo Medina, un fonditore di metalli.

A 5 anni e 6 mesi, i genitori notarono un gonfiore addominale anomalo e pensarono che la bambina avesse un tumore.

Ma il medico Gerardo Lozada scoprì con stupore che Lina era incinta di 7 mesi.

I genitori pensavano che non fosse possibile e portarono la figlia da uno specialista che confermò la diagnosi.

Lina Medina incinta, i due sospettati

Il medico chiamò immediatamente la polizia che arrestò il padre di Lina come primo sospettato.

Dopo una settimana di interrogatori, non avendo prove sufficienti per dimostrare che Tiburelo avesse stup*rato la figlia, la polizia lo rilasciò.

Il secondo sospettato era il cugino di Lina, che apparentemente aveva problemi mentali. Il che aveva fatto pensare alle autorità che sarebbe stato in grado di compiere un atto così orribile.

Ma ancora una volta, la polizia non aveva prove e non fu accusato.

Avevano cercato di ottenere delle risposte da Lina, in presenza della madre, per capire se qualcuno l’avesse violen*ata.

Ma la bambina era estremamente confusa per ciò che le stava accadendo e senza prove né indizi, il caso fu chiuso.

In un articolo su Lina del 1955, Luis Leon afferma che in molti villaggi peruviani si organizzavano regolarmente “feste religiose” in cui di praticava ses*o di gruppo o addirittura stu*ri a minori o dell’età di Lina.

In assenza di una teoria più plausibile, si riteneva che fosse stata violent*ta nel corso di una “festa” perversa.

Un parto complicato

A causa della giovane età e del corpo non sviluppato per portare avanti una gravidanza, l’unico modo per partorire era il taglio cesareo.

Il che implicava molti rischi, avrebbe potuto mettere a repentaglio la vita di Lina.

A otto mesi di gravidanza e con i media che mettevano sotto pressione i genitori, la madre confessò che la bambina aveva avuto le mestruazioni a 3 anni.

Successivamente gli specialisti avevano diagnosticato che soffriva di pubertà precoce. La pubertà, generalmente, avviene verso gli 11 anni per le bambine e i 12 anni per i maschi.

Accade una volta su diecimila e nelle femmine l’incidenza è di 10 a 1 rispetto ai maschi. La causa esatta di questa patologia è ancora sconosciuta.

Nonostante le difficoltà, alla nascita il bambino era sano, pesava 2,7 chilogrammi e, per coincidenza, era nato nel giorno della festa della mamma, il 14 maggio 1939.

Il bambino fu chiamato Gerardo Medina, in omaggio al medico che aveva aiutato Lina a partorire. 

A distanza di 80 anni, l’identità del padre rimane un mistero.

I genitori fecero in modo di proteggere la privacy della figlia, non approfittarono della situazione per ricavare denaro.

Molti ricercatori e medici si interessarono al caso di Lina e volevano studiare sia Lina che il figlio.

Ma i genitori rifiutarono perché volevano che figlia e nipote avessero un’infanzia normale.

Data l’impossibilità per Lina di mantenere il figlio, venne creata dal governo del Perù una commissione per la cura e la tutela del neonato.

Lina oggi ha 87 anni, è in buona salute. Gerardo morì nel 1979, all’età di 40 anni per mielofibrosi. (Fonte: medium.com)