L’ira di Putin: “Pugnalata alle spalle, la Turchia pagherà”

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 Novembre 2015 14:24 | Ultimo aggiornamento: 25 Novembre 2015 11:41
L'ira di Putin: "Pugnalata alle spalle, la Turchia pagherà"

L’ira di Putin: “Pugnalata alle spalle, la Turchia pagherà”

ROMA – Putin ha detto: “Pugnalata alla schiena, l’abbattimento del jet russo avrà conseguenze tragiche nei rapporti tra Turchia e Russia“. E’ stata questa la reazione, a 4 ore dall’abbattimento del jet russo al confine tra Siria e Turchia da parte dei turchi, del presidente russo Vladimir Putin. In mattinata era stato abbattuto un jet militare russo che volava in Siria e che avrebbe invaso lo spazio aereo turco.

Il jet, a detta dei turchi, non avrebbe risposto agli avvertimenti degli F-16 di Ankara di allontanarsi dallo spazio aereo. Dieci avvertimenti in 5 minuti, specifica l’esercito turco. Il primo ministro turco Ahmet Davutoglu ha dato l’ordine di abbatterlo, azione subito rivendicata dall’ufficio del premier. Dopo un’ora Mosca conferma che si trattava proprio di un velivolo russo con due piloti a bordo che erano riusciti ad azionare il paracadute.

Ma non è bastato a salvarli: in un video diffuso dai ribelli turcomanni anti-Assad, assediati in questo spicchio di Siria, si vede uno dei due piloti ormai cadavere, attorno a lui la macabra “festa” dei ribelli, una sigla estremista islamica delle tante che compongono il variegato fronte siriano anti Assad, già presa di mira dai blitz dei russi.

La tensione sale subito. Poco dopo l’accaduto lo stesso ufficio del primo ministro turco fa sapere che la Turchia si consulterà con la Nato e l’Onu sulla situazione al confine con la Siria. Un incidente evidentemente funzionale perché Ankara possa riequilibrare a proprio vantaggio la situazione in quest’area dove troppi interlocutori stanno conducendo una guerra con obiettivi diversi.

Gli Usa bombardano Isis e addestrano (e armano) i curdi peshmerga contro gli stessi jihadisti. La Francia bombarda, bombardamenti rafforzati dopo le stragi di Parigi. Anche la Gran Bretagna presto seguirà i francesi. Ma ci sono anche i russi che combattono sì Isis ma non solo: le loro bombe centrano anche l’opposizione del presidente Assad, un fronte fatto di tante sigle, da quelle laiche a quelle jihadiste.

Assad a sua volta ha un’alleanza con i libanesi, Hezbollah, Iran. Poi c’è chi, sotto banco, foraggia Isis, ovvero il fronte sunnita che va dall’Arabia Saudita al Qatar. In tutto questo i turchi vogliono una parte della Siria, a Nord, per farne una sorta di area cuscinetto con i curdi. I curdi a loro volta vogliono parte della Siria per farne il loro Kurdistan. Troppi interlocutori e troppi interessi, una vera polveriera mondiale.