Los Angeles, allarme peste bubbonica: coi cambiamenti climatici aumentano topi e pulci

di Caterina Galloni
Pubblicato il 21 maggio 2019 7:31 | Ultimo aggiornamento: 21 maggio 2019 7:38
Los Angeles, allarme peste bubbonica: coi cambiamenti climatici aumentano topi e pulci

Los Angeles, allarme peste bubbonica: coi cambiamenti climatici aumentano topi e pulci

LOS ANGELES – Allarme a Los Angeles: il cambiamento climatico potrebbe provocare un massiccio aumento di topi e dei loro parassiti, tra cui le pulci, che possono essere pericolosi per la salute, e causare la peste bubbonica. Lo spettro della siccità, delle inondazioni e delle risorse in diminuzione è già di per sé spaventoso ma in un nuovo libro “Black Death at the Golden Gate: The Race to Save America from the Bubonic Plague”, Davis K. Randall spiega come il clima in rapida evoluzione stia mettendo Los Angeles, la seconda città più grande degli Stati Uniti, a rischio di un’epidemia mortale di peste bubbonica causata da pulci. 

La peggiore epidemia di peste nella storia fu quella conosciuta come “peste nera“, che nel Quattordicesimo secolo causò la morte di circa 50 milioni di persone soltanto in Europa. In un articolo pubblicato da LA Times, David K. Randall sostiene che le temperature più calde provocheranno un disastro su alcune specie mentre per altre, come i ratti, segneranno periodi di riproduzione più attivi, portando a un aumento della popolazione dei roditori in posti come Los Angeles, New York e Houston.

Citando Robert Corrigan, una delle principali autorità mondiali sullo studio dei ratti, Randall afferma che a livello mondiale le popolazioni di topi urbani sono aumentate dal 15 al 20%; oltre a un clima più favorevole, in città trovano delle scorte di cibo, in particolare nella spazzatura.  

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Secondo le Nazioni Unite, entro il 2050 si prevede che il 68% degli esseri umani in tutto il mondo vivrà in ambienti urbani. Quei topi, spiega Randall, potrebbero essere il fulcro di una potenziale situazione pericolosa, poiché tendono a ospitare pulci contenenti i batteri della peste bubbonica. “Qualsiasi cambiamento climatico che aumenti il numero di pulci aumenta anche la diffusione della peste”, afferma Janet Foley, docente di medicina ed epidemiologia alla UC Davis.

La situazione descritta da Randall potrebbe applicarsi a quasi tutte le metropoli del mondo, ma sostiene che Los Angeles è in una posizione particolarmente difficile a causa di un fattore determinante: i senzatetto che secondo un precedente articolo del LA Times, sono passati dal 39% del 2014 a 53.000 nel 2019. Persone che vivono spesso in prossimità di pulci e ratti, che potrebbero essere le prime a essere colpite, scrive Randall, e da lì la malattia potrebbe diffondersi.

Anche se può sembrare bizzarro che il mondo sia ancora a rischio di un altro focolaio di peste bubbonica, l’impatto dei cambiamenti climatici è stato rilevato da altri studi recenti. L’anno scorso, i ricercatori hanno pubblicato un report negli Atti della National Academy of Sciences che collega il cambiamento del clima e delle popolazioni di ratti all’incidenza e alla diffusione della peste.

Per attenuare il problema, gli esperti intervistati da Randall pensano che le città dovrebbero ridurre in modo significativo le popolazioni di ratti, soprattutto perché l’uomo ha represso la presenza di predatori come serpenti e coyote che aiutano a mantenere sotto controllo il numero dei roditori. (Fonte: Daily Mail)