Luis Alvarez, poliziotto eroe dell’11 settembre morto a 53 anni

di Daniela Lauria
Pubblicato il 29 Giugno 2019 16:53 | Ultimo aggiornamento: 29 Giugno 2019 16:53
Luis Alvarez, poliziotto eroe dell'11 settembre morto a 53 anni

Luis Alvarez, poliziotto eroe dell’11 settembre morto a 53 anni

NEW YORK – Si è spento all’età di 53 anni, stremato dall’ennesimo ciclo di chemioterapia, Luis Alvarez, poliziotto eroe dell’11 settembre. Fu tra i primi a rispondere alle chiamate di emergenza durante l’attacco terroristico alle Torri Gemelle di New York. 

A dare il triste annuncio sono stati i familiari su Facebook: “Il nostro guerriero se ne è andato”, hanno scritto. Pochi giorni fa era stato lo stesso poliziotto, ormai in pensione, ad annunciare di essere stato ricoverato in un hospice, dopo che il 69esimo ciclo di chemioterapia non aveva sortito gli effetti sperati e i medici gli avevano comunicato che non c’era più nulla da fare. 

“Ricordate le sue parole “prendetevi cura di voi stessi e l’un l’altro”, hanno scritto ancora i familiari. Alvarez era divenuto un simbolo della tragedia dell’11 settembre. Per settimane scavò tra le macerie di Ground Zero alla ricerca di sopravvissuti e dei resti delle vittime. In quell’inferno i primi soccorritori respirarono micro polveri contenenti cemento, amianto, piombo, fibre di vetro, diossine e altri prodotti chimici dopo il crollo delle torri.

Sedici anni dopo per Alvarez è arrivata la diagnosi terribile: un cancro colorettale contro il quale ha lottato strenuamente e che lo ha spinto a ingaggiare l’ultima battaglia della sua vita, quella per il fondo per coloro che si erano ammalati in seguito agli attacchi terroristici. 

A giugno scorso, dinanzi al Congresso degli Stati Uniti, l’ex poliziotto aveva chiesto di autorizzare i nuovi finanziamenti per il fondo, istituito nel 2011 e che finora ha stanziato 5 miliardi di risarcimenti a 21 mila persone. Nel 2020, se non sarà rifinanziato non potrà più far fronte alle richieste. “Non siamo eroi – aveva detto Alvarez – abbiamo fatto la cosa giusta quel giorno, ora il governo deve fare la cosa giusta per noi”. (Fonte: New York Times)