Luna/ Hack: “Marte sarà la conquista più complessa”

Pubblicato il 20 Luglio 2009 18:50 | Ultimo aggiornamento: 20 Luglio 2009 19:52

Dov’era e cosa provava Margherita Hack il 20 luglio del 1969? «Stavo tornando a Trieste – risponde l’astrofisica dalla sua casa di Trieste – e mi fermai a Firenze dove era ancora vivo il mio babbo. Lui non aveva mai voluto un televisore e per l’occasione ne comprammo uno piccolo portatile, in bianco e nero. Mi ricordo che stando alzata tutta la notte davanti a questo piccolo televisore in cui si vedevano, o meglio si intravedevano, delle figure come dei fantasmi che si muovevano su questo sfondo bianco e nero, capii che la grandezza dell’impresa è stata di dire ‘è possibile all’uomo mettere piede su un corpo diverso dalla terra’. In questo senso – aggiunge Margherita Hack – la vedo come una grandissima impresa e a volte la paragono a quella di Cristoforo Colombo, quando si avventurò a cercare le Indie andando verso Ovest».

«Tornare sulla luna – dice – non credo che dal punto di vista scientifico sia molto utile. Marte sarà la nuova avventura e sarà molto più complessa. Il viaggio sarà molto più lungo e quindi ci sono grossi problemi anche psicologici. D’altra parte dal punto di vista scientifico – conclude – su Marte un robot può fare,  quasi altrettanto bene, quello che può fare un astronauta”.