Malasanità: denaro, viaggi e Mercedes per forniture inesistenti. In manette ex primario ospedale Civico di Palermo

di Vito Miraglia*
Pubblicato il 26 Marzo 2010 10:38 | Ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2010 13:10

L’ex direttore del Servizio di anestesia e rianimazione, il professor Mario Re, e il medico Giustino Strano, ex responsabile del Servizio di medicina iperbarica dell’ospedale civico di Palermo, sono stati arrestati con l’accusa di corruzione. Avrebbero intascato delle tangenti in cambio di forniture fantasma mai ricevute. Entrambi gli indagati sono agli arresti domiciliari. L’indagine è scaturita dall’inchiesta del 2008 che aveva coinvolto anche il noto chirurgo Carlo Marcelletti, scomparso dopo che il Tribunale del riesame aveva revocato il suo arresto.

Lo stratega del malaffare era Giuseppe Castorina, imprenditore siciliano già finito in carcere lo scorso anno, che ha deciso di ammettere le proprie responsabilità. La sua Med Line s.r.l fatturava forniture sanitarie che i due baroni dell’ospedale Civico vistavano con una procedura d’urgenza che permetteva di evitare il controllo della Farmacia del nosocomio. Intanto i reparti restavano sempre sprovvisti di strumenti e macchinari. Nel reparto di Re il volume di fatturazione è stato di più di 381 mila euro, mentre nella Struttura iperbarica di Strano per il materiale fornito solo sulla carta da Castorina, l’ospedale ha speso 343 mila euro.

I due baroni hanno intascato mazzette per 200 mila euro, oltre ad una serie di benefit della “lista regali” di Castorina. Nel 2001 Re si era candidato per le elezioni regionali, con esito negativo. La sua campagna era stata finanziata in gran parte dell’imprenditore. In più, una Smart, tutte le rate per una Mercedes, viaggi per trasferte e convegni. E ancora, orologi, cene e l’abbonamento in tribuna centralissima al Barbera del valore di duemila euro.

L’indagine è stata condotta dalla Procura di Palermo con la collaborazione della Guardia di Finanza, nucleo Polizia tributaria. Nasce dall’inchiesta che portò all’arresto del cardiochirurgo Carlo Marcelletti e che rivelò l’esistenza di un ramificato sistema clientelare. I due medici erano stati sospesi in esecuzione di una misura interditiva del giudice per le indagini preliminari.

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