Malesia, la dichiarazione shock del ministro del turismo: “Non ci sono gay nel nostro Paese”

di Caterina Galloni
Pubblicato il 8 marzo 2019 5:02 | Ultimo aggiornamento: 13 marzo 2019 11:52
Malesia, ministro del turismo: non ci sono gay nel nostro Paese

Malesia, la dichiarazione shock del ministro del turismo: “Non ci sono gay nel nostro Paese”

BERLINO – Datuk Mohammaddin bin Ketapi, ministro malese per il turismo, le arti e la cultura, nel corso della fiera del turismo ITB a Berlino ha affermato che nel suo Paese non ci sarebbero omosessuali.  “Non credo che abbiamo qualcosa di simile nel nostro paese”, ha risposto il ministro a un reporter di Tagesspiegel alla domanda se la nazione a maggioranza musulmana accogliesse volentieri turisti ebrei e gay.

Il commento di Ketapi riecheggia quello dell’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad che nel 2007 disse agli studenti della Columbia University:”In Iran non ci sono omosessuali, com’è invece nel vostro paese”. Nonostante gli sforzi compiuti dai funzionari malesi per minimizzare i commenti del ministro, le osservazioni di Ketapi potrebbero minare i tentativi di invogliare un maggior numero di turisti a visitare la Malesia. L’obbiettivo del Paese sarebbe quello, nel 2019, di ospitare 30 milioni di visitatori. 

Un assistente, al sito news malese Malaysiakini ha riferito che i commenti di Ketapi erano a titolo personale ma in linea con la politica ufficiale del governo malese che non riconosce la comunità LGBT e precisato che “i turisti che entrano in Malesia sono i benvenuti indipendentemente dal loro credo, dalla sessualità, religione o colore”. Ma il governo malese ha dovuto affrontare numerose critiche internazionali per le politiche adottate nei confronti del LGBT e degli ebrei. 

La legge malese definisce l’omosessualità come “reato contronatura” e può essere punita con 20 anni di carcere, fustigazione e una multa. Human Wright Watch afferma che in Malesia è diffusa la discriminazione contro le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender. Volker Beck, politico tedesco e rappresentante di Alleanza’90/I Verdi e attivista LGBT, ha cercato di escludere la Malesia dall’evento di Berlino affermando che il governo malese ha una politica discriminatoria rispetto a omosessuali ed ebrei. 

Scioccante la frase detta in precedenza dal 93enne primo ministro malese Mahathir Mohamad per cui l’omosessualità fa parte dei “valori occidentali” ma “per noi è qualcosa di inaccettabile”. Mohamad in un’intervista ad Hard Talk della BBC, lo scorso ottobre ha definito gli ebrei come “nasi adunchi” e aggiunto a mo’ di battuta: “quando dicono che i malesi hanno il naso grosso non obbiettiamo, non entriamo in guerra per questo”. 

Fonte: Daily Mail