Mali: battaglia esercito mauritano Al Qaeda, almeno 18 i morti

Pubblicato il 19 Settembre 2010 0:16 | Ultimo aggiornamento: 19 Settembre 2010 9:30

I sanguinosi combattimenti che hanno opposto ieri e oggi nel nord del Mali l’esercito mauritano e miliziani di Al Qaida nel Maghreb islamico (Aqmi) si sono conclusi con un bilancio – secondo il ministero della Difesa mauritano – di ”12 morti e un numero imprecisato di feriti”, tra i militanti integralisti, mentre sei soldati mauritani sono morti e otto sono rimasti feriti.

Secondo fonti algerine, i militari uccisi sono invece ”almeno 15”. Nel nord del Mali sarebbero detenuti sette ostaggi – cinque francesi e due africani – rapiti in Niger giovedì scorso. La Francia, due mesi dopo il raid congiunto con la Mauritania contro una base dell’Aqmi nel deserto del Mali, ha reso noto di non aver partecipato a queste nuove operazioni e affermato che i combattimenti erano ”indipendenti” dal sequestro. La Mauritania ha affermato di aver agito ”per prevenire intenzioni criminali” dei terroristi.

“Le nostre forze armate – ha reso noto il ministero della Difesa – avevano individuato una banda di terroristi a bordo di veicoli armati che stavano dirigendosi verso la nostra frontiera col Mali, con l’evidente obiettivo di attaccare una delle nostre postazioni”. La colonna – ha aggiunto – e’ stata intercettata venerdi’ pomeriggio”. I combattimenti – secondo fonti della sicurezza del Mali – ”erano cominciati venerdì sul confine” tra i due Paesi, per poi spostarsi ”verso la località di Hassissisi” nel Mali, un centinaio di chilometri  circa a nord di Timbuctu. Dopo un’interruzione nella notte, erano ripresi stamani 235 chilometri a ovest della città. Secondo una fonte politica del nord del Mali a guidare le operazioni dell’Aqmi contro la forze mauritane era ”un luogotenente dell’algerino Abdelhamid Abu Zeid”, che è uno degli ‘emiri’ di Al Qaida più temuti nella regione, probabile responsabile dell’uccisione nel maggio 2009 dell’ostaggio britannico Edwin Dyer e nel luglio 2010 del francese Michel Germaneau.