Mariam, l’araba che sgancia bombe sull’Isis. La famiglia la ripudia. FOTO

di Stefano Secondino (Ansa)
Pubblicato il 28 settembre 2014 16:53 | Ultimo aggiornamento: 28 settembre 2014 17:05

(ANSA) – ROMA – In occidente è diventata un personaggio, il simbolo di una donna araba emancipata che lotta contro il fanatismo islamico. Ma per la gente del suo clan è una traditrice da ripudiare. Mariam al-Mansouri, 35 anni, nei giorni scorsi ha guadagnato le pagine dei giornali di tutto il mondo come prima donna pilota dell’aviazione militare degli Emirati arabi uniti, comandante di un F16 che ha bombardato le postazioni dell’Isis in Siria (gli Emirati sono fra gli Stati arabi che partecipano alla coalizione anti-Califfato guidata dagli Usa).

Ma oggi (28 settembre, ndr)  l’agenzia di stampa palestinese Wattan ha pubblicato un comunicato in cui il suo clan (il secondo per grandezza ad Abu Dhabi) ripudia la pilota ed esprime invece sostegno allo Stato islamico. L’autenticità del comunicato non è provata, e nemmeno che rappresenti l’opinione dell’intero clan al-Mansouri. Tuttavia, è probabile che esprima la posizione almeno di una parte della famiglia allargata, struttura fondamentale nelle società arabe del Golfo.

“Noi, la famiglia Mansouri degli Emirati arabi uniti – si legge nel comunicato riportato da Wattan – dichiariamo qui pubblicamente che ripudiamo la cosiddetta Mariam al-Mansouri, così come chiunque prenda parte alla brutale aggressione internazionale contro il fraterno popolo siriano, a partire dalla nostra ingrata sorella Mariam al-Mansouri”.

“La nostra famiglia è fiera di tutti gli uomini liberi che difendono la loro causa e di tutti quelli che prendono le armi per difendere l’onore della loro nazione – prosegue la nota -. Noi siamo fieri degli eroi sunniti in Iraq e nel Levante (chiaro riferimento all’Isis, ndr) e di tutti quelli che alzano la bandiera della giustizia, ovunque sia”.

Il maggiore al-Mansouri ha sette fratelli e una laurea in letteratura inglese. E’ entrata in aviazione nel 2007 e oggi è comandante di squadriglia. Le foto la mostrano con il velo islamico sotto il casco. A un giornale arabo ha raccontato di essere trattata come i colleghi maschi dai suoi superiori e che non ci sono differenze fra uomini e donne nell’addestramento e negli incarichi. A suo dire, i suoi famigliari la sostengono nel ruolo di pilota militare.

Ma probabilmente, come dimostra la nota, nel suo clan c’è anche chi la pensa diversamente. Perfino in occidente, la figura di Mariam ha suscitato polemiche. Un giornalista del network americano di destra FoxNews, Eric Bolling, parlando di lei ha usato il termine “boobs on the ground”. Un gioco di parole volgare e maschilista, del quale è stato costretto a scusarsi pubblicamente.