Marilyn Monroe, becchini che la trovarono: “Con la ricrescita e i seni cadenti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Giugno 2015 15:37 | Ultimo aggiornamento: 10 Giugno 2015 17:17
Marilyn Monroe, becchini che la trovarono: "Con la ricrescita e i seni cadenti"

Marilyn Monroe (Foto Lapresse)

LOS ANGELES – Quando morì, il 5 agosto del 1962, Marilyn Monroe era “irriconoscibile”: i capelli scuri, non venivano tinti da tempo, come manicure e pedicure. L’attrice non si depilava da settimane, non indossava le mutandine e “aveva i seni cadenti di un’anziana”. E’ la testimonianza di Allan Abbott e Ron Hast, i due impiegati delle pompe funebri che rimossero il corpo della diva dalla sua casa di Hollywood.

I due vennero chiamati dalla questura di Los Angeles la mattina del 5 agosto di 43 anni fa. Destinazione “Fifth Helena Drive”, la casa di Marilyn. Una volta arrivati vennero avvertiti che si trattava di un suicidio dovuto ad una overdose di Menbutal. Trovarono la diva in rigor mortis: era deceduta solo tre ore prima.

Considerata l’importanza del caso, l’anatomopatologo Thomas Noguchi ci mise tre ore per effettuare l’autopsia. Trovò dei buchi sotto l’ascella e cercò nei posti più insoliti, nel naso, sotto le dita e la lingua, perfino nei genitali, ma non trovò altri segni di iniezione.

I due becchini hanno raccontato al Daily Mail:

“Quando rimuovemmo il lenzuolo che la copriva, non potevamo credere che si trattasse del corpo di Marilyn Monroe. Sembrava una donna anziana che non si era presa cura di sé. Irriconoscibile. Poiché era morta a faccia in giù, il suo viso era livido, pieno di chiazze viola. Il collo era molto gonfio, i capelli crespi. Si evinceva che non li aveva tinti da un bel po’, perché la ricrescita era scura. Non si depilava le gambe da almeno una settimana, non si era fatta da tempo né manicure né pedicure, e le sue labbra erano completamente screpolate. Il mio collega dovette fare un incisione sul collo per sgonfiarlo, mentre io la tenevo girata da un fianco. È stato sgradevole guardare. La Monroe non indossava mutandine, e infatti non ne trovammo nella sua casa.​ Tra le cose che mi consegnò la sua assistente c’era anche un reggiseno imbottito. I seni erano comunque troppo piccoli per farli sembrare generosi, perché l’incisione delle costole durante l’autopsia aveva sensibilmente ridotto quelli originali. Allora le mettemmo del cotone nel reggiseno”.