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Marine Usa, vendette con foto di donne senza abiti e in atteggiamenti intimi

Marine Usa, vendette con foto di donne senza abiti e in atteggiamenti intimi

Marine Usa, vendette con foto di donne senza abiti e in atteggiamenti intimi

WASHINGTON – Dilaga la porno-vendetta on line e stavolta si tratta della Marina statunitense che, nonostante le accuse, insiste a diffondere materiale intimo sui social con l’obbiettivo di umiliare: è stata, infatti condivisa la foto di una donna nuda e svenuta.

Tra le forze armate americane, la situazione è peggiorata, si aggiungono sempre nuove vittime e contenuti più espliciti. Di recente, sono stati pubblicati video espliciti e foto di donne appartenenti alle Forze Armate, file caricati su drive Dropbox, “Girls of MU”, e condivisi su un gruppo chiuso su Facebook chiamato Mike Uniform (“Mike Uniform” come M.U., abbreviazione di “Marines United”).

Le cache precedenti contenevano pochi video, a differenza della cache Mike Uniform, che indica che ci sono nuove vittime. Il drive condiviso contiene 3.863 foto e video, che vanno dalla pornografia professionale ai video porno amatoriali e ai selfie. Alcuni sono screenshot delle “storie” estemporanee su Snapchat e altre sono foto di una donna in un’uniforme dei marines mentre pratica sesso orale.

La foto della donna svenuta, come la maggior parte dei video del nuovo drive, non è stata condivisa né pubblicata. La donna è stata fotografata da un uomo, la cui immagine è visibile in uno specchio, anche se il volto è poco chiaro.

Postati nel drive anche video a luci rosse che coinvolgono l’ex marine Kally Wayne, frequente bersaglio di molestie da parte dei membri dei gruppi Marines United e Just The Tip of The Spear (“è solo la punta dell’iceberg”). La Wayne ha riferito ad ABC News che il suo ex fidanzato ha caricato il video senza il suo consenso.

Il 29 giugno, un marine il cui nome non è noto è stato il primo a essere condannato per il coinvolgimento nello scandalo. Davanti alla corte marziale si è dichiarato colpevole ed è stato condannato a dieci giorni di reclusione, abbassato di tre ranghi e diminuito di due terzi lo stipendio mensile.

Lo scandalo del Marines United è esploso a marzo, quando il giornalista Thomas Brennan ha pubblicato un articolo sulla condivisione non consensuale delle foto delle soldatesse donne.

Nonostante l’attenzione dei media e degli investigatori militari, la condivisione di immagini esplicite è proseguita. Le foto sono state passate ripetutamente su nuovi drive condivisi nei nuovi gruppi chiusi di Facebook.

Il Daily Beast ha scoperto un totale di 11 drive condivisi contenenti molte delle stesse immagini esplicite dell’originale Marines United. Foto e video sono state anche reclamizzate sul AlphaBay, uno dei più grandi market nel dark web, dove si può comprare di tutto.

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