Mario Paciolla, mistero su italiano cooperante Onu morto in Colombia: amici temono un nuovo caso Regeni

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 18 Luglio 2020 16:59 | Ultimo aggiornamento: 18 Luglio 2020 17:05
mario paciolla, foto ansa

Mario Paciolla, è mistero sull’italiano cooperante dell’Onu ucciso in Colombia. Lo striscione esposto nel Comune di Napoli (Ansa)

Mario Paciolla era italiano e collaborava con l’Onu. Mercoledì è stato trovato morto in  Colombia, i suoi amici temono un nuovo caso Regeni.

Mario Paciolla, i suoi amici intendono ora supportare “in qualsiasi maniera” la famiglia “portando avanti la stessa battaglia”.

Oltre a loro, a chiedere “attenzione perché un ragazzo come Mario non può morire da solo e non può morire così” sono anche i familiari.

Gli amici descrivono Mario come un ragazzo

come noi, più coraggioso di noi come racconta la sua esperienza e le cose che ha fatto”.

“Un ragazzo – dicono – “che non ha scelto una vita comune, che ha scelto di seguire i propri sogni”.

Mario lavorava a un progetto per l’emersione di un territorio difficile sotto scacco dei narcos per provare a dare un’opportunità al territorio e alla popolazione.

“Affrontava situazioni difficili – spiega Simone, un suo amico – che trattava già da molti anni. Era una persona con una certa esperienza, non era uno sprovveduto quindi si è trovato di fronte a qualcosa che lo ha sicuramente spaventato”.

Il giovane di 33 anni trovato morto in casa

Il cadavere è stato trovato mercoledì nella sua residenza di San Vicente del Caguán.

La prima versione sull’accaduto fornita dalle autorità ipotizza un suicidio di questo ragazzo napoletano di 33 anni, ma vari elementi tenderebbero ad escludere questo gesto estremo. 

La famiglia respinge l’ipotesi del suicidio, visto anche che aveva acquistato un biglietto per partire lunedì prossimo con un volo Air France Bogotà-Parigi.

Paciolla, ex guerriglieri delle Farc lo ricordano così

Paciolla era attivo nel territorio di Miravalle (dipartimento colombiano di Caquetá) ed oggi è stato ricordato dagli ex guerriglieri della Farc con cui cooperava in una missione decisa a seguito degli accordi di pace tra Farc e Governo. 

“Ce lo ricordiamo come una persona impegnata con il suo lavoro”, ha detto l’ex guerrigliero Hermides Linares.

“Ci siamo riuniti più volte con lui – ha aggiunto – e lo vedevamo molto tranquillo, deciso a contribuire al buon esito del nostro processo di pace (firmato da governo e Farc nel 2016)”.

Oltre a Linares, anche Daniela, l’addetta stampa a Miravalle, ha manifestato “costernazione” per la morte di Paciolla: “Tutti noi qui nello Spazio territoriale di formazione e reinserimento (Etcr)”.

“Vogliamo inviare le nostre condoglianze a familiari ed amici. Mario ci ha sostenuto molto con il suo entusiasmo”.

Herson Lugo, consigliere di pace e riconciliazione del governo di Caquetá, ha dichiarato di avere incontrato Mario circa un mese fa durante una ispezione a San Vicente del Caguán della Missione di Osservazione dell’Onu per gli Accordi di pace.: 

“Abbiamo perduto una persona che giocava un ruolo fondamentale in questo territorio che cerca la pace”, ha sottolineato, non esitando a mettere a disposizione l’amministrazione affinché “si possa chiarire l’accaduto”.

De Magistris: “Vicenda inquietante, sentirò Di Maio”

Mario Paciolla era originario di Napoli. Di lui parla il sindaco De Magistris:

‘Chiamerò il ministro degli Esteri Di Maio a cui chiederò il massimo impegno del Governo italiano (che ha nel frattempo dichiarato di occuparsi della vicenda ndr) affinché ci siano verità e giustizia e perché questa storia non passi sotto silenzio e non si chiuda il caso con un’apparente ricostruzione di comodo”.

Il sindaco ha riferito di avere avuto una conversazione telefonica con la mamma del ragazzo, la signora Anna, che nelle prossime ore incontrerà al Comune. 

Il sindaco ha inoltre autorizzato alcuni amici del giovane ad esporre uno striscione davanti ai balconi di Palazzo San Giacomo.

De magistris ha concluso:

“Vigileremo con estrema attenzione su questa vicenda che ha assunto subito contorni inquietanti e sinistri ed affinchè essa non venga archiviata come molte – troppe – altre accadute in modo simile”(fonte: Ansa).