India, marò. Ambasciatore Ue, ”pena di morte inaccettabile”

Pubblicato il 28 gennaio 2014 9:32 | Ultimo aggiornamento: 28 gennaio 2014 9:32
Abasciatore Ue in India Joao Cravinho.

Abasciatore Ue in India Joao Cravinho.

INDIA, NEW DELHI -“La pena di morte è inaccettabile” e “il governo indiano si è impegnato ufficialmente a non applicarla” al caso dei marò arrestati due anni fa in India per l’uccisione di due pescatori. Lo ha detto l’ambasciatore dell’Unione Europea a New Delhi, Joao Cravinho, al settimanale indiano The Week.

Il diplomatico, che lunedi insieme ai suoi colleghi ha incontrato la delegazione bicamerale in missione a New Delhi, ha ricordato che in Europa non vige la pena capitale neppure nel caso di terrorismo e che l’India ha promesso di non applicarla quando ha ottenuto l’estradizione dal Portogallo del militante Abu Salem, ricercato per gli attacchi a Mumbai del 1993.

In un articolo intitolato ‘Italian tangle’ (Pasticcio italiano), The Week sottolinea che esistono dei patti di cooperazione in materia di anti terrorismo, pirateria marittima e sicurezza informatica. “Proprio nei giorni in cui il ministero degli Interni autorizzava la polizia Nia a usare la legge antiterrorismo Sua Act per accusare i due militari italiani – scrive – la nave francese FS Siroco, che opera sotto la bandiera della Forza navale europea (Eu Navfor) catturava una barca di pirati somali salvando l’equipaggio composto da 11 marinai indiani”.

La missione dei parlamentari italiani a New Delhi si è intanto conclusa lunedi con un saluto ai due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, nella sede dell’ambasciata italiana. I due fucilieri di Marina hanno posato per la foto tradizionale con i rappresentanti di Camera e Senato. Ai due militari i parlamentari hanno inoltre mostrato la rassegna stampa con tutti gli articoli che li riguardano e che Latorre e Girone hanno letto con interesse.