Marò, Corte suprema indiana: “Soluzione entro due settimane”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 gennaio 2014 12:21 | Ultimo aggiornamento: 20 gennaio 2014 12:21
Marò, Corte suprema indiana: "Soluzione entro due settimane"

I due marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre (Foto Lapresse)

NEW DELHI – Marò italiani in India, la Corte suprema di New Delhi ha chiesto al governo di trovare entro due settimane una soluzione allo stallo che sta ritardando il processo a Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. L’udienza è stata rinviata al 3 febbraio. 

Illustrando il ricorso in tribunale, l‘avvocato Mukul Rohatgi, che guida il team legale dei fucilieri della Marina, ha denunciato il grave ritardo del caso.

“Lo scorso gennaio la Corte Suprema aveva ordinato la costituzione di un tribunale speciale che doveva riunirsi su base quotidiana, ma dopo un anno non sono stati neppure presentati i capi di imputazione”.

L’avvocato ha ricordato che sono passati quasi due anni dall’arresto dei due marò e che la polizia speciale Nia si è rivolta a un tribunale diverso da quello che era stato stabilito lo scorso anno per trattare il caso. Il rappresentante legale del governo, Goolam E. Vahanvati, ha replicato ammettendo che “esiste un conflitto di opinione all’interno dell’amministrazione” riferendosi alle divergenze emerse tra ministero degli Esteri e quello degli Interni sull’applicazione della legge antiterrorismo “Sua Act” da parte della polizia Nia incaricata di condurre le indagini. Di fronte alle pressioni del team legale italiano, Vahanvati ha poi detto di “avere bisogno di più tempo per conciliare le posizioni”. Il giudice che presiedeva la sezione ha accolto l’obiezione e ha chiesto al governo di ripresentarsi il 3 febbraio con una soluzione.

IL MINISTRO MAURO –  Sul caso c’è “una forte pressione” da parte del governo italiano perché siano rispettate “norme e regole” fissate dalla stessa Corte suprema indiana, ha detto il ministro della Difesa italiano, Mario Mauro, a Sky tg24.

LA MINISTRA BONINO –  “Tutte le opzioni sono sul tappeto, anche quelle più di pertinenza della Ue” nei confronti dell’India. Così la ministra degli Esteri, Emma Bonino, ha commentato il rinvio del caso dei marò deciso dalla Corte suprema. “Se a due anni dai fatti non si è neanche in grado di stabilire un capo d’accusa, è evidente che questa è una violazione di qualunque idea di giustizia adeguata” ha detto, definendo “inaccettabile” l’applicazione della legge indiana sulla pirateria che comporterebbe l’inversione dell’onere della prova. 

L’ACCUSAMassimiliano Latorre e Salvatore Girone sono accusati di aver sparato durante un‘operazione antipirateria nel 2012, uccidendo due pescatori. I due militari sono stati arrestati, anche se il governo italiano reclama la giurisdizione del caso affermando che l’incidente è avvenuto in acque internazionali.