Marò, Corte Suprema indiana: “Udienza ricorso il 28 marzo”

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 Marzo 2014 5:06 | Ultimo aggiornamento: 25 Marzo 2014 0:21
Salvatore Girone, Massimilian Latorre

Salvatore Girone, Massimiliano Latorre (LaPresse)

NEW DELHI – La Corte Suprema ha fissato l’udienza per il ricorso presentato dai Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone per il prossimo 28 marzo. Per capire il possibile spirito dell’attività dei magistrati nell’intervallo, va ricordato che essi non potranno non tenere conto fra aprile e metà maggio delle elezioni politiche che riguarderanno in India 814 milioni di persone, dagli sperduti villaggi dell’Himalaya alle tribù delle isole Andamane, chiamate a rinnovare i 543 seggi della Camera bassa (Lok Sabha) e a dare vita ad una nuova legislatura.

E’ un periodo in cui il governo uscente, i suoi esponenti (come il Procuratore generale), ed i giudici della Corte Suprema prendono iniziative di rilievo solo in casi di massima urgenza ed emergenza. E bisognerà vedere quanto l’incidente dei due pescatori morti al largo del Kerala in cui sono coinvolti i marò può essere uno di questi. Con l’ambasciatore Daniele Mancini da tempo a Roma richiamato per consultazioni, con le notizie trapelate di molteplici note verbali inviate dall’Italia al ministero degli Esteri indiano per manifestare insoddisfazione e rivendicare la giurisdizione sul caso, Latorre e Girone hanno comunque presentato giorni fa a nome loro una nuova ‘petition’ (ricorso).

In essa contestano l’utilizzazione della polizia Nia (operante nell’anti-terrorismo) per investigare l’incidente, sottopongono all’attenzione dei giudici la mancanza di specifici capi d’accusa nonostante siano passati oltre due anni dall’incidente, e chiedono di potersi trasferire in Italia in attesa che si sbrogli la matassa dell’inizio di un eventuale processo. L’altro precedente ricorso, presentato invece dal governo italiano grosso modo sugli stessi temi – e frutto di un’ordinanza della Corte il 24 febbraio che lo trasferisce ad un tribunale composto, non da due, ma da tre giudici – attende ancora una calendarizzazione, e forse qualcosa potrebbe essere disposto al riguardo nell’udienza di venerdì.

Comunque, il 28 marzo, ad occuparsi del ricorso presentato dai due fucilieri di Marina sara’ la sala 4 della Corte, presieduta dal giudice B.S. Chahuan, accompagnato dal giudice J. Chelameswar, la stessa che ha esaminato anche il ricorso del governo italiano. Nessuno vuole fare previsioni su quanto accadrà, anche se quella più facile è che l’udienza sarà solo la prima, seguita da altre, come spesso in passato. Poi esiste tutta una gamma di altre possibilita’, fino a quella estrema, ma possibile,, in base a cui la Corte decida di nominare l’ispettore della Nia che ha svolto le indagini quale “super-ispettore ad hoc” del caso. Per non urtare la posizione italiana potrebbe scorporarlo dalla sua agenzia ponendolo alle dirette dipendenze del tribunale, chiedendogli di formalizzare immediatamente i capi d’accusa, e fissando subito la data per l’inizio del processo.