Marò, governo indiano dice no alla legge antiterrorismo. Udienza il 10 marzo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 febbraio 2014 9:29 | Ultimo aggiornamento: 24 febbraio 2014 17:00
Marò, governo dice no alla legge antiterrorismo. Udienza il 10 marzo

Salvatore Girone e Massimiliano Latorre (Foto Lapresse)

NEW DELHI – Processo ai marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, il governo indiano si è detto favorevole all’abbandono della legge antipirateria, il cosiddetto Sua Act, ma ha chiesto che i capi di accusa nei confronti dei due fucilieri di Marina italiani siano formulati comunque dalla polizia antiterrorismo Nia. La difesa si è opposta a quest’ultima ipotesi e il giudice ha fissato una nuova udienza tra due settimane.

Il rappresentante della pubblica accusa, Vahanvati, ha consegnato al giudice Chauhan l’affidavit con l’opinione del ministero della Giustizia sul caso dei marò italiani in cui si esclude il ricorso al Sua Act. Il documento sostiene però che i capi d’accusa saranno presentati dalla polizia Nia, l’unità antiterrorismo, che ha svolto le indagini.

L’avvocato della difesa Mukul Rohatgi ha obiettato che “è impossibile utilizzare la Nia in assenza del Sua Act”. Il giudice ha allora chiesto alle parti di presentare le loro posizioni fissando per questo un termine di due settimane.

Roghati ha comunque sottolineato il risultato di aver eliminato lo scoglio rappresentato dalla legge antipirateria.

“Con l’eliminazione del Sua Act abbiamo fatto un primo passo. Ora presenteremo le nostre motivazioni avverse al mantenimento della polizia investigativa Nia”.

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