Marò, indagini da capo: all’anti-terrorismo o a una commissione speciale

Pubblicato il 1 Aprile 2013 13:52 | Ultimo aggiornamento: 2 Aprile 2013 8:59
I due marò

I due marò italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone

NEW DELHI – Indagini da capo per i due marò detenuti in India. Affidate forse all’antiterrorismo, come riferiscono i media indiani, forse a una “commissione speciale” come invece preferisce dire il procuratore generale Goolam Vahanvati.

Il 18 gennaio scorso la Corte Suprema aveva sottratto la vicenda a giustizia e polizia del Kerala sostenendo che quello Stato non aveva giurisdizione. L’iniziativa, si è appreso, si propone di fornire materiale probatorio al giudice di New Delhi che nel prossimo futuro dovrà esaminare la vicenda che coinvolge Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.

Infatti, né le indagini svolte dal team guidato dal commissario Ajith Kumar di Kochi, né  la perizia realizzata dalla polizia scientifica di Trivandrum (sui cadaveri dei pescatori, sul peschereccio St.Antony e sulla petroliera Enrica Lexie) potranno apparentemente essere tenute in conto per l’assenza di giurisdizione verificata dalla Corte Suprema nei confronti dello Stato del Kerala.

Fonti del ministero dell’Interno hanno inoltre detto all’agenzia di stampa statale indiana Pti che ”la Nia investigherà  il caso dall’inizio e presenterà i capi d’accusa ad una speciale corte della stessa Nia o in qualunque altra corte speciale disposta dal governo d’accordo con la Corte Suprema”. Sarà comunque il presidente della Corte Suprema Altamas Kabir a fornire alcune indicazioni per orientare il lavoro del tribunale ad hoc che dovrà occuparsi dei maro’.

Il Procuratore Generale della Repubblica Goolam Essaji Vahanvati ha reso noto che il governo sta ”assumendo iniziative” per la costituzione di un tribunale ad hoc. Vahanvati, per altro, non ha fatto alcun riferimento all’ipotesi di assegnare una nuova inchiesta alla Agenzia Nazionale di Investigazione (Nia) come trapelato da fonti del ministero dell’Interno riprese dalla stampa. Il presidente della Corte ha quindi sottolineato che nella sentenza da lui firmata il 18 gennaio si chiedeva la creazione di un ”tribunale speciale” incaricato di esaminare l’intera vicenda compresa la delicata questione della giurisdizione. Il giudice ha sollecitato il governo a dare seguito nel più breve tempo possibile a quanto stabilito dalla Corte e l’ha invitato a riferire sul suo operato in una udienza il prossimo 16 aprile.

La Nia è un’agenzia investigativa del governo federale indiano creata nel 2009 a seguito del cruento attentato realizzato a Mumbai nel novembre 2008, e finora si è occupata prevalentemente di casi di terrorismo.

Intanto la Corte suprema indiana ha revocato le restrizioni per l’ambasciatore Daniele Mancini. Contro di lui era stata disposta una ordinanza che gli impediva di lasciare il Paese.