Marò, India chiede supplemento di indagini per dimostrare di essere nel giusto

Pubblicato il 30 Marzo 2013 11:30 | Ultimo aggiornamento: 30 Marzo 2013 11:31
Marò, l'India vuole chiedere un supplemento di indagini per dimostrare di aver agito legalmente

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone (Foto Lapresse)

NEW DELHI – Il governo indiano è intenzionato a chiedere ulteriori indagini sulla vicenda dei marò all’Agenzia nazionale di investigazione (Nia), per “assicurare che siano giudicati in base alle leggi indiane” senza il ricorso a trattati internazionali come invece chiede l’Italia. Lo riferisce il quotidiano Hindustan Times.

In un servizio in prima pagina del quotidiano indiano si legge che il governo ha anche deciso di presentare una “petition” alla Corte Suprema per ribadire il concetto che l’India ha giurisdizione per entrare nel merito di questo caso e “le leggi indiane non entrano in conflitto con nessuno dei trattati o convenzioni delle Nazioni Unite”.

Inoltre, il ministero dell’Interno ribadisce che la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto marittimo (Unclos) citata dalla Corte Suprema (come opportunità per l’Italia di rivendicare la giurisdizione, ndr) non si applica in questo caso perché si riferisce alla pirateria in alto mare mentre in questo caso la sparatoria è avvenuta entro 20,4 miglia nautiche, ossia all’interno della zona delle acque contigue dell’India”

Intanto l’ambasciatore italiano Mancini preme per un giudizio “equo e rapido” della corte speciale indiana.