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Massacro di Balaclava, 160 anni dopo una lettera: colpa fu tutta di…

Massacro di Balaclava, 160 anni dopo la lettera. Colpa fu tutta di...

Massacro di Balaclava, 160 anni dopo la lettera. Colpa fu tutta di…

LONDRA – Dopo 160 anni una lettera smarrita rivela finalmente il responsabile che mandò al macello nella Valle della Morte, la Brigata Leggera della divisione di cavalleria britannica.

Nel 1854, durante la guerra in Crimea tra la Russia zarista, Francia e Inghilterra (più il regno di Sardegna) in difesa degli interessi turchi, i seicento ussari della II Brigata Leggera britannica vennero inviati a combattere una sanguinosa battaglia nella vallata di Balaclava. Il 25 ottobre 1854, Lord Raglan, comandante delle forze britanniche, volle inviare la Brigata a fermare i russi che, nel mentre, avevano saccheggiato quante più armi possibili; a causa di problemi di comunicazione, tuttavia, 673 soldati furono mandati in una destinazione diversa: particolare di estrema importanza, perché in poco tempo si trovarono accerchiati da un’altra batteria, che uccise 107 soldati, ne ferì 187, ne catturò 50.  Non vennero risparmiati nemmeno i 400 cavalli, che furono torturati fino alla morte.

Per anni, si pensò che il colpevole di quella sanguinosa battaglia fosse Lord Raglan, ma solo dopo la scoperta della lettera del luogotenente, Lieut Maxse, si capì che la responsabilità del tragico evento era da attribuire ad un giovane soldato. Maxse, che faceva parte dello stesso gruppo di Raglan, scrisse che il capitano Louis Nolan, era responsabile dell’accaduto: pubblicata dal Sunday Telegraph, la missiva spiega che Nolan era il messaggero incaricato di passare l’ordine di Lord Raglan a Lord Lucan.

Lucan eseguiva gli ordini di Raglan, che gli raccomandava di “seguire il nemico ed evitare che saccheggi le armi”. Nolan, però, riferì a Lucan che la cavalleria avrebbe dovuto attaccare immediatamente: “Lì, mio signore! Lì è il nemico, lì sono le vostre armi!” furono le sue ultime parole. Poco dopo, Nolan fu uno tra i primi a morire, colpito dalla scheggia di un proiettile esplosivo.

Nella sua lettera, Maxse scrive: “Guardai a sinistra e vidi il povero Nolan giacere a terra. Quell’uomo pieno di vita galoppava ansiosamente verso Lord Lucan, determinato nel fargli fare qualcosa con la cavalleria (di cui fa parte)”. Il luogotenente spiega, inoltre, della poca simpatia che Nolan provava verso gli altri uomini del reggimento: “Era sempre indignato perché convinto che gli altri stessero facendo poco o nulla durante la campagna, ed era amareggiato anche con Lord Lucan. Nigel Kingscoteé, secondo ufficiale di stato maggiore, attribuì la colpa al capitano Nolan, dicendo al figlio di Raglan che, qualora fosse sopravvissuto alla battaglia, “ci avrebbe pensato la Corte Marziale”.

Saul David, professore di storia militare all’University of Buckingham, ha commentato la lettera sulla rivista BBC History: “Nolan è il principale responsabile per ciò che accadde. Volle mostrare il suo valore alla cavalleria, ma non riuscì nemmeno a portare avanti il compito basilare del galoppatore: consegnare il messaggio con tutti i chiarimenti del caso”.

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