Medio Oriente, i coloni: “Ricominceremo a costruire in Cisgiordania”

Pubblicato il 1 Settembre 2010 9:15 | Ultimo aggiornamento: 1 Settembre 2010 11:03

I coloni israeliani hanno annunciato che violeranno il congelamento degli insediamenti deciso dal governo per protestare contro l’attacco palestinese di martedì sera nel quale sono morti quattro israeliani. Un attacco che giunge alla vigilia della ripresa dei negoziati di pace fra Israele e palestinesi a Washington.

Secondo quanto scrive il New York Times, il consiglio della Yesha (l’organizzazione di rappresentanza dei coloni) ha detto che le costruzioni riprenderanno in serata. Israele aveva imposto un congelamento di dieci mesi allo scopo di far ripartire nella direzione giusta le trattative con i palestinesi. La moratoria scade il 26 settembre e i palestinesi hanno detto che si ritireranno dai negoziati se la direttiva non verrà estesa.

Diverse decine di membri di Hamas sono stati arrestati martedì notte dai servizi di sicurezza dell’Anp nella zona. Secondo la radio militare israeliana fra gli arrestati è inclusa una figura di spicco di Hamas: lo sceicco Nayef Rajub, che nei giorni scorsi era già stato al centro di un incidente con l’Autorità nazionale palestinese. Nella colonia di Beit Haggai (Hebron) dove abitavano le vittime c’è una atmosfera di grave lutto anche perchè gli uccisi (una coppia di quarantenni e due giovani, un uomo e una donna) hanno lasciato complessivamente sette orfani.

Ai funerali presenzierà il presidente della Knesset (Parlamento) Reuven Rivlin, un dirigente del Likud. Il movimento dei coloni ha annunciato che reagirà all’ attentato dando il via alla costruzione di nuovi edifici in tutta la Cisgiordania. ”Loro ci uccidono – ha detto Dany Dayan, un dirigente del movimento dei coloni – e noi costruiamo”.

La decisione di aprire nuovi cantieri in tutti gli insediamenti si scontra con la decisione del governo di Benyamin Netanyahu di osservare una moratoria di dieci mesi nell’avvio di nuovi progetti edili ebraici in Cisgiordania: una moratoria che, se non sarà estesa, terminera’ il 26 settembre. Nel frattempo i servizi di sicurezza israeliani temono che altri attentati palestinesi possano verificarsi nei prossimi giorni, in concomitanza con l’avvio a Washington di negoziati diretti di pace israelo-palestinesi. Di conseguenza lo stato di allerta è stato elevato.