Messico: arrestato Sidronio Casarrubias, boss narcos accusati scomparsa studenti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Ottobre 2014 11:41 | Ultimo aggiornamento: 19 Ottobre 2014 12:14
Messico: arrestato Sidronio Casarrubias, boss narcos accusati scomparsa studenti

Sidronio Casarrubias

CITTA’ DEL MESSICO – La polizia messicana ha arrestato il capo dei ‘Guerreros Unidos’, la banda di narcotrafficanti sospettata di aver fatto sparire 43 studenti di una scuola rurale nello stato meridionale messicano di Guerrero.

Sidronio Casarrubias è stato arrestato ad un posto di blocco sulla strada che collega Città del Messico con la vicina Toluca. I ‘Guerreros Unidos’ si sono formati dopo la scissione del cartello dei fratelli Beltran Leyva, il cui capo e’ stato arrestato il 2 ottobre scorso a San Miguel de Allende. La banda di narcotrafficanti è  sospettata di essere la responsabile della strage di Iguala, nello stato di Guerrero, dove lo scorso 23 settembre un gruppo di studenti che partecipavano a una manifestazione di protesta e’ stato attaccato da alcuni agenti della polizia municipale spalleggiati da uomini armati: 43 giovani sono spariti nel nulla dopo l’attacco, che ha causato sei morti.

Migliaia di persone hanno manifestato ad Acapulco, la principale città  dello stato di Guerrero, per chiedere alle autorità  di fare piena luce sul caso degli studenti scomparsi. I manifestanti invocavano le immediate dimissioni del governatore di Guerrero, Angel Aguirre, del Partito della rivoluzione democratica (Prd, di sinistra), la stessa formazione alla quale appartiene Josè Luis Abarca, il sindaco di Iguala latitante dal giorno della scomparsa degli studenti. Abarca è sospettato di aver consegnato gli studenti ai sicari dei ‘Guerreros Unidos’. Il presidente messicano Enrique Pena Nieto ha inviato ad Iguala l’esercito ed una squadra di esperti per coordinare le ricerche degli studenti ‘desaparecidos’. I vescovi messicani e le associazioni di imprenditori hanno manifestato la solidarietà alle famiglie degli scomparsi, segnalando che da mesi avevano denunciato episodi di collusione fra i cartelli dei narcos ed i poteri locali a Guerrero.