Messico: il poeta Javier Sicilia chiede la 'tregua' di Natale ai narcos

Pubblicato il 29 Novembre 2011 22:05 | Ultimo aggiornamento: 29 Novembre 2011 23:08

CITTA' DEL MESSICO, 29 NOV – Una ''tregua'' in occasione del Natale: e' quanto ha pubblicamente chiesto ai cartelli del narcotraffico il poeta messicano Javier Sicilia durante la 25/ma Fiera del libro in corso a Guadalajara, la citta' sconvolta dalla recente scoperta di 23 cadaveri di vittime della guerra tra narcos.

Sicilia, dirigente del Movimento per la pace e la giustizia, e' da tempo in prima linea nella lotta contro il crimine, ed ha vissuto sulla sua pelle il calvario della guerra dei narcos: lo scorso marzo suo figlio, Juan Francisco, e' stato ucciso dalla criminalita' organizzata. Il ragazzo e' stato infatti ritrovato morto all' interno di un furgone, nello stato di Guerrero.

La ''tregua'' in occasione delle festivita' natalizie dovrebbe far ''riflettere sul danno che stanno facendo al paese quelli che uccidono e corrompono, oltre alle autorita' che non svolgono bene il loro lavoro'', ha detto Sicilia.

Dopo aver chiesto un minuto di silenzio per ricordare le vittime della violenza, Sicilia ha aggiunto: ''Questa tregua non deve essere fatta per il Natale, ma per ricordare le vittime di questa guerra, per il fatto che ogni giorno ci sono almeno 36 morti per mano del crimine organizzato. Che in Messico ci siano almeno due giorni senza cadaveri, due giorni di pace. Dal 25 al 26 dicembre''.