Messico. Italiani costruiscono una città-rifugio contro la fine del mondo

Pubblicato il 25 Agosto 2010 19:08 | Ultimo aggiornamento: 25 Agosto 2010 20:58

La città rifugio in costruzione in Messico

Un misterioso gruppo di italiani ha costruito in una remota zona del Messico una cittadina a prova di catastrofe naturale, per proteggersi da un cataclisma che, secondo una profezia maya, arriverà nel 2012. Lo riferisce la stampa messicana.

Gli italiani hanno costruito una città in miniatura chiamata Las Aguilas (Le aquile) su 800 ettari di terreno nella penisola dello Yucatan, nel sud del paese. Un insediamento autosufficiente, con piccole botteghe alimentari, generatori elettrici, una laguna artificiale e un grande orto.

All’origine del progetto ci sarebbe un sogno fatto da una donna del gruppo: una luce le diceva di andare in Messico e costruire un rifugio vicino a un piccolo paese dello Yucatan chiamato Xul, sui monti, in una foresta, in un punto preciso vicino ad un antico insediamento maya, Kiuic. Vicino a Xul, che in lingua maya significa ‘fine’ o ‘finale’, gli italiani, sembra originari del Nord del paese, hanno costruito 16 edifici con pareti di 60 centimetri, realizzate con materiali speciali in grado di sopportare cambiamenti di temperatura estremi, radiazioni, fuoco o inondazioni.

L’architetto incaricato del progetto di Las Aguilas, Karina Perez, ha riferito alla stampa che ”gli italiani non pensano che stia arrivando la fine del mondo, ma che il 2012, la data indicata nella profezia maya, sia indicativa di una catastrofe naturale e hanno deciso di rifugiarsi qui per proteggersi”. L’architetto ha aggiunto di non essere autorizzata a dare alcuna informazione sulle persone che abitano a Las Aguilas.

Secondo il quotidiano messicano ‘Por Esto!’, le autorità locali e governative e l’ambasciata italiana non sono a conoscenza del progetto. Karina Perez ha detto che a capo del progetto c’è una psicologa italiana, che al momento si trova a Veracruz in ritiro spirituale, e che si recherà nello Yucatan a settembre, per controllare che tutto proceda come previsto. Un uomo che abita vicino a questa specie di Arca di Noé italiana ha dichiarato di non sapere a quale religione appartengano gli abitanti, ma di averli visti pregare in ginocchio vicino agli alberi. Il testimone aggiunge di essere certo che abbiano un leader. Il sindaco della cittadina vicina ha detto che gli italiani raramente escono dal loro insediamento e che devono essere persone ricche, perché “hanno costruito case bellissime”