Usa. Michelle Obama rilancia allarme razzismo 60 anni dopo fine segregazione

Pubblicato il 18 Maggio 2014 11:23 | Ultimo aggiornamento: 18 Maggio 2014 11:23
Michelle Obama al liceo di Topeka

Michelle Obama al liceo di Topeka

USA, TOPEKA – ”Oggi, per molti versi, le nelle nostre scuole vige la segregazione razziale come ai tempi in cui Martin Luther King tenne il suo ultimo discorso”. Michelle Obama rilancia l’allarme razzismo in America, parlando a 1.200 studenti dello storico liceo di Topeka, in Kansas, a sessanta anni esatti dalla storica sentenza della Corte Suprema (Brown contro la Board of Education) che abrogò l’odiosa separazione, denunciata proprio qui, tra scuole per bianchi e scuole per neri.

”Troppi nostri ragazzi – attacca la first lady americana – vanno in scuole in cui studiano altri giovani che hanno lo stesso colore della pelle: in molti distretti stanno fallendo tutti gli sforzi di avere classi interrazziali, in cui i ragazzi possano studiare in un clima di integrazione. E troppo spesso, le nostre scuole non sono uguali le une alle altre. Quelle frequentate dagli studenti di colore, capita spesso siano di gran lunga peggiori delle altre”.

La presenza di Michelle, in questo istituto, ha assunto un valore anche personale. Nata a Chicago, in un’epoca in cui le scuole erano ancora ‘divise’ per razza, Michelle riuscì ad andare al liceo proprio grazie alle decisioni assunte a livello federale contro ogni discriminazione dopo quella sentenza. Quindi, lei ragazza nera, potè proseguire gli studi, conquistando i ‘crediti’ che le permisero piu’ avanti di andare a studiare in università di prestigio, Princeton e Harvard.

”Penso sempre a mia madre, costretta ad andare a scuole per neri, vittima della discriminazione. E penso ai nonni di mio marito, nati e cresciuti qui in Kansas, anche loro prodotto della segregazione, capaci però di tirare su un nipote bi-razziale. E quando sono scoraggiata, penso ai passi avanti che abbiamo fatto e alle conquiste che dobbiamo difendere anche oggi. Penso come quel bambino sia diventato presidente degli Stati Uniti, penso che quella ragazzina di Chicago sta aiutando a far crescere le loro figlie alla Casa Bianca”.

Del resto quando Michelle parla di situazione difficile non ha torto, visto che le cifre ufficiali le danno totalmente ragione: anche nell’America di Obama, circa 4 studenti ‘black’ o ‘latinos’ su 10 studiano in scuole “separate” e solo il 14% degli studenti bianchi frequentano istituti considerati “multiculturali”.