Migranti, bufale sul web: dai bimbi-bambolotti alla folla al concerto dei Pink Floyd

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 luglio 2018 6:00 | Ultimo aggiornamento: 13 luglio 2018 8:18
Migranti, bufale sul web: dai bimbi-bambolotti alla folla al concerto dei Pink Floyd

Migranti, bufale sul web: dai bimbi-bambolotti alla folla al concerto dei Pink Floyd (Foto Ansa, il concerto dei Pink Floyd)

ROMA – Dalle accuse di fotomontaggio per le foto di bambini migranti morti alla foto della folla al concerto dei Pink Floyd usata per spaventare sugli arrivi in Italia, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] sono molte le bufale sull’immigrazione che circolano sul web.

La più eclatante probabilmente riguarda proprio la morte di tre bambini nel naufragio del 29 giugno scorso al largo della costa orientale della Libia. Quelle foto, pubblicate dall’agenzia France Presse, sono state additate da qualcuno sul web come un fotomontaggio creato ad arte dalle “ong di George Soros”, imprenditore e attivista ungherese naturalizzato statunitense. Moltissimi coloro che hanno condiviso questa fake news sui social.

Pochi giorni dopo in rete si è diffusa la foto di una folla di persone su una costa, con barche straripanti di gente. Accanto la didascalia: “Porto libico. Non te le faranno mai vedere queste immagini. Sono tutti pronti a salpare in Italia”. Peccato si trattasse, in verità, del pubblico dello storico concerto dei Pink Floyd tenutosi a Venezia il 15 luglio 1989 su un palco galleggiante.

C’è stato poi il caso del finto ex nostromo della nave Aquarius. Ha postato sul web un video in cui racconta di essere stato licenziato perché “volevo parlare, volevo dire la verità agli italiani. Non è assolutamente vero che sulla nave Aquarius ci sono condizioni disagiate. La gente è felice. C’è una sala dove ci sono videogame e giochi d’azzardo. Molti di loro passano la sera giocando alla roulette e non chiedetemi con quali soldi. Sono tutti ben vestiti, ben nutriti”. Ovviamente si trattava di una bufala, come ha ammesso lo stesso autore del video, Gianmarco Saolini, che sostiene di aver diffuso il video per “mettere in luce il razzismo degli italiani”.

Sempre riguardo alla vicenda dell’Aquarius è stata propalata in rete anche un’altra bufala secondo cui i migranti avrebbero poi anche buttato via gli abiti donati loro dalla Croce Rossa di Valencia. Voci avvalorate da alcune foto postate sul web in cui si vedevano delle t-shirt della Croce Rossa gettate in un bidone dell’immondizia. Voci che il quotidiano svizzero Il Mattino ha rilanciato dandole come vere. Anche in quel caso, invece, si trattava di fake: quei vestiti indossati dai migranti erano stati buttati in base ai protocolli sanitari, nel rispetto della quarantena a cui vengono sottoposti gli immigrati.

 

Molti anche coloro che hanno creduto alla bufala sulla richiesta di introdurre i numeri arabi nelle scuole italiane. Un video postato sul web sosteneva fosse una pretesa di un immigrato arabo. In realtà si trattava di una bufala per provocare l’ignoranza di certi italiani, che non sanno che i numeri usati in Italia sono, appunto, numeri arabi.