Migranti, naufragio al largo della Libia: 3 bimbi morti, cento dispersi. Salvini: “Italia chiude i porti alle Ong”

di redazione Blitz
Pubblicato il 29 giugno 2018 13:23 | Ultimo aggiornamento: 30 giugno 2018 9:59
Migranti, naufragio al largo della Libia: cento dispersi. Salvini: "Italia chiude i porti alle Ong"

Migranti, naufragio al largo della Libia: cento dispersi. Salvini: “Italia chiude i porti alle Ong” (Foto archivio Ansa)

TRIPOLI – Nuova tragedia nel Mar Mediterraneo: secondo quanto riferito da alcune emittenti televisive libiche ci sarebbe stato un naufragio al largo delle coste nordafricane. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Un barcone con a bordo poco più di cento migranti sarebbe naufragato nelle acque ad est di Tripoli. Tra questi, come ha riferito un sopravvissuto yemenita, c’erano anche 20 donne con 10 bambini. Tre di quest’ultimi, purtroppo, sono annegati: avevano meno di un anno e mezzo.

Secondo quanto reso noto dall’emittente panaraba Al Jazeera le guardie costiere libiche avrebbero salvato 14 rifugiati che avrebbero riferito di altri cento migranti annegati al largo delle coste di Tripoli.

Una notizia che arriva all’indomani dell’accordo siglato a Bruxelles tra i 28 Paesi dell’Unione europea che ha approvato la linea Conte e che arriva nelle stesse ore in cui il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, annuncia: “Porti chiusi per tutta l’estate alle navi delle Ong. Vedranno l’Italia solo in cartolina, e l’Italia non sarà sola a comportarsi così. Continueremo a salvare tutti quelli che sono da salvare, ma con gli Stati che faranno gli Stati. E non saremo più soli”.

Questo mentre la ong Medici senza frontiere rivolge un appello all’Europa: “Ogni morte in mare causata da queste misure è nelle mani dell’Europa. Ci bloccano e ci impediscono di svolgere il lavoro che i governi dell’Ue non riescono a fare, mentre disumanizzano le persone in stato di bisogno. I governi europei devono ritrovare il buon senso e mettere fine alle politiche che costringono le persone a rimanere intrappolate in Libia o a morire in mare”.