Migranti, Onu: 60 milioni i disperati in fuga dalle guerre nel 2014

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Giugno 2015 9:13 | Ultimo aggiornamento: 19 Giugno 2015 9:13
Migranti, Onu: 60 milioni i disperati in fuga dalle guerre nel 2014

Migranti, Onu: 60 milioni i disperati in fuga dalle guerre nel 2014

ROMA –  Alla fine del 2014, il mondo registrava un totale senza precedenti di quasi 60 milioni di persone costrette ad abbandonare la loro casa da persecuzioni, conflitti e violazioni dei diritti umani nel mondo: un totale in rapido aumento e che sfiora il numero di abitanti di un paese come l’Italia, rivela l’ultimo rapporto dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr).

In tutto il mondo, una persona su 122 è un rifugiato, uno sfollato interno o un richiedente asilo. E “se i 59,5 migranti forzati nel mondo componessero una nazione, sarebbe la 24a al mondo per numero di abitanti”, sottolinea l’Unhcr. Intitolato “Un mondo in guerra”, il rapporto annuale dell’Unhcr riporta un’impressionante accelerazione della crescita del numero di rifugiati, sfollati e richiedenti asilo: alla fine del 2014, i 59,5 milioni di “migranti forzati” erano infatti 8,3 milioni in piu’ rispetto ai 51,2 milioni registrati a fine 2013, con l’incremento più alto mai registrato in un solo anno.

A livello globale, l’accelerazione principale è iniziata nei primi mesi del 2011, quando è scoppiata la guerra in Siria, diventata la “principale causa di migrazione forzata a livello mondiale” e negli ultimi cinque anni, sono scoppiati o si sono riattivati almeno 15 conflitti. Per l’Alto commissario Onu per i rifugiati Antonio Guterres, “siamo di fronte ad un cambio di paradigma” ed “è terrificante che da un lato coloro che fanno scoppiare i conflitti risultano sempre più impuniti, e dall’altro sembra esserci una totale incapacità da parte della comunità internazionale a lavorare insieme per fermare le guerre e costruire e mantenere la pace”.

A livello mondiale si sono contati 19,5 milioni di rifugiati, 38,2 milioni di sfollati all’interno del proprio paese e 1,8 milioni di persone in attesa dell’esito delle domande di asilo. Il dato più allarmante è che oltre la metà dei rifugiati a livello mondiale sono bambini. La Siria è il paese da cui ha origine il maggior numero sia di sfollati interni (7,6 milioni) che di rifugiati (3.8 milioni fine 2014), seguita da Afghanistan (2,5 mln) e Somalia.

In Europa il numero di migranti forzati ha raggiunto a fine 2014 quota 6,7 milioni, rispetto ai 4,4 milioni alla fine del 2013, con la percentuale più elevate registrate tra i Siriani presenti in Turchia e gli Ucraini in Russia. Alla fine dell’anno scorso l’Italia registrava un totale di oltre 140 mila (140.277) rifugiati, di cui quasi 46 mila (45.749) richiedenti asilo. Quasi 9 rifugiati su 10 sono in regioni e paesi considerati economicamente meno sviluppati, sottolinea l’Unhcr. Roberto Bongiorni sul Sole 24 Ore registra i flussi europei.

Il flusso ha investito anche l’Europa, dove il numero dei rifugiati ha toccato alla fine dell’anno scorso 6,7 milioni rispetto ai 4,4 della fine del 2013 (+51%) . Il Mar Mediterraneo non ha mai visto così tanta gente attraversare le sue acque a bordo di carrette del mare: 219mila attraversamenti solo l’anno scorso. Un altro triste primato. Secondo i più recenti dati Eurostat, relativi al primo trimestre del 2015, la Germania ha ricevuto 73.100 nuove richieste di asilo politico, il 40% di quelle registrate in tutta Europa. L’Ungheria è il secondo Paese, con 32.800 richieste. L’Italia, dove a fine 2014 il numero dei rifugiati è salito a 140mila, è al terzo posto con poco più dell’8% del totale (15.200 domande), in netto calo rispetto all’anno scorso. I cittadini del Kosovo sono il gruppo con più domande di asilo; 48.900 (il 26%). I siriani sono il secondo( 29.100 ). (Roberto Bongiorni, Il Sole 24 Ore).