Migranti in viaggio verso gli Usa: la carovana dei 4mila tra Guatemala e Messico

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 ottobre 2018 7:14 | Ultimo aggiornamento: 20 ottobre 2018 20:28
Migranti in viaggio verso gli Stati Uniti: la carovana dei 4mila tra Guatemala e Messico

Migranti in viaggio verso gli Usa: la carovana dei 4mila tra Guatemala e Messico (foto Ansa)

GUATEMALA – Una carovana di migranti in viaggio per l’America Centrale con il sogno di arrivare negli Stati Uniti. Sono almeno 4 mila, ammassati sul ponte che unisce Guatemala e Messico, tutti con lo stesso obiettivo. Donald Trump parla di “bad hombres”, di criminali, trafficanti di droga che riempiono le fila della carovana. Ma le drammatiche immagini tv mostrano famiglie intere con anziani stremati, bambini in lacrime, mamme con in braccio i loro neonati, ragazzi in fuga da fame e violenza. Inseguono il sogno americano e fuggono da Paesi come l’Honduras o El Salvador per loro divenuti invivibili.

E mentre sul ponte che attraversa il Suchiate River e che unisce la città guatemalteca di Tecun Uman e quella messicana di Tapachula la carovana partita dall’Honduras si appresta a passare una lunga notte tra il freddo e la fame, in Arizona Donald Trump arringa i suoi sostenitori: “L’America non vuole questa gente”, urla il presidente americano, che nei giorni scorsi ha minacciato di chiudere il confine sud degli Usa inviando i militari se il Messico non fermerà il fiume di migranti. Musica per le orecchie dei suoi elettori che il 6 novembre dovranno recarsi alle urne per le elezioni di metà mandato, quelle in cui si rinnova gran parte del Congresso.

E’ un pressing senza precedenti quello di Washington su Mexico City, dove nelle ultime ore è arrivato il segretario di stato americano, Mike Pompeo, che ha parlato del rischio di una vera e propria crisi se la carovana arriverà al confine Usa. E dove ha ribadito la tesi già avanzata da Trump: dietro la carovana c’è “uno sforzo organizzato”.

Il presidente messicano, Enrique Pena Nieto, ha comunque ribadito la sua linea: chi ha un passaporto e un visto valido potrà entrare in Messico, gli altri potranno fare regolare domanda per ottenere, se ci sono i requisiti, lo status di rifugiati. Linea dura invece per chi tenterà di entrare irregolarmente in territorio messicano, con l’arresto e il rimpatrio forzoso. Una strategia che però non convince la Casa Bianca, che vorrebbe un’azione più dura e decisa.

Ma la situazione è già esplosiva e nelle ultime ore si sono registrati anche scontri tra migranti che tentavano di passare il confine e le forze dell’ordine messicane. Scontri con alcuni feriti e lancio di lacrimogeni che hanno seminato il panico tra la folla già stremata e impaurita, con alcuni migranti che si sono gettati nelle acque del fiume salvati dalle imbarcazioni di passaggio e della polizia. Intanto il presidente honduregno, Juan Orlando Hernandez, ha parlato con quello guatemalteco, Jimmy Morales, promettendo l’invio di aiuti e uomini della protezione civile per evitare che la situazione sul ponte si trasformi in una crisi umanitaria. Mentre Trump minaccia di tagliare qualunque tipo di sostegno finanziario ai Paesi del Centro America dove si formano e da dove partono le carovane di migranti.