Militari italiani restano in Niger e Tunisia. La Difesa smentisce le indiscrezioni stampa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 aprile 2018 14:34 | Ultimo aggiornamento: 6 aprile 2018 14:34
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Militari italiani restano in Niger e Tunisia

ROMA – “Non ci sono ipotesi di ritiro del personale militare italiano. La missione si svilupperà in pieno accordo con le autorità locali”.

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E’ quanto sottolinea il Ministero della difesa, con riferimento a notizie di stampa relative ad una possibile ‘sospensione’ della missione in Niger. Riguardo ad un’eventuale stop della prossima missione in Tunisia (rpt. Tunisia) si tratta di una operazione Nato cui “l’Italia ha dato la propria disponibilità” e che “si svilupperà in base alla definizione degli accordi tra il Paese nordafricano e l’Alleanza”.

“In merito a quanto riportato da alcuni organi di stampa circa la sospensione della missione in Niger – afferma la Difesa – si ribadisce quanto recentemente dichiarato pubblicamente dal capo di stato maggiore della Difesa”, il generale Claudio Graziano, e cioè “che stanno proseguendo le attività programmate del nucleo di ricognizione per attività di collegamento e preparazione, di intesa con le Autorità nigerine, e di predisposizione all’approntamento della base italiana in Niger. Non ci sono quindi ipotesi di ritiro del personale militare italiano. La missione si svilupperà in pieno accordo con le Autorità locali”.

“La dimensione numerica massima della missione – prosegue lo stato maggiore della Difesa – è quella stabilita dal Parlamento, comprensiva dell’aliquota destinata al supporto logistico e sanitario, e sarà modulata in base alla situazione del teatro operativo e alle esigenze addestrative da soddisfare”.

Per la missione in Niger il parlamento ha autorizzato una presenza massima di 470 i militari autorizzati: attualmente sul posto vi sono una quarantina di soldati che stanno preparando il terreno al resto del contingente; secondo le previsioni iniziali il contingente sarebbe dovuto aumentare a 120 entro giugno, ma tutto è subordinato agli accordi con le autorità nigerine.

Per quanto riguarda invece la missione in Tunisia, “si tratta – spiega lo Stato maggiore della Difesa – di una iniziativa Nato di supporto tecnico-militare verso un paese chiave per la sicurezza del fianco Sud, a cui l’Italia ha dato la propria disponibilità a partecipare, e che si svilupperà in base alla definizione dei necessari accordi tra il Paese nordafricano e l’Alleanza Atlantica”.