MO, lo scambio dei prigionieri: Barghouti, “presto sarò libero”

Pubblicato il 25 Novembre 2009 11:19 | Ultimo aggiornamento: 25 Novembre 2009 11:19

In cambio del soldato Gilad Shalit, Israele “ha dovuto piegarsi alla lista di prigionieri che Hamas le ha messo davanti. Anch’io sono parte di questa lista”. A parlare è il leader dei palestinesi Marwan Barghouti, detenuto in carcere a Gerusalemme da 7 anni, condannato a 54 per due intifade.

Intervistato dal Corriere della Sera, Barghouti spiega che “se ci sarà lo scambio con Israele” per liberare il soldato rapito il 25 giugno del 2006, “forse si capirà che non si possono ignorare le richiesete di Hamas”. Barghouti ha poi annunciato che la sua priorità “é mettere fine alla divisione tra Fatah e Hamas: quando ci sarà l’accordo – aggiunge -, allora sarò pronto” per la candidatura alla successione di Abu Mazen.

Per quanto riguarda Israele invece, il Paese, secondo il leader palestinese, ha bisogno di “un De Gaulle o un de Klerk che chiusero col colonialismo in Algeria o con l’apartheid” mentre allo stato attuale “non è capace di esprimere leader col coraggio di far finire la più lunga occupazione della storia contemporanea”.

Sul presidente degli Stati Uniti Barack Obama, Barghouti osserva che all’inizio “i palestinesi lo avevano accolto con favore. Un anno dopo, il raccolto è un gigantesco zero”. Infine, sul futuro del conflitto israelopalestinese, il leader musulmano rivendica che “alla pace non si arriva solo coi negoziati. Ci vuole anche la resistenza popolare”.