Mo. Sabato di sangue a Gaza, decine di morti, razzi su Tel Aviv e Gerusalemme

Pubblicato il 13 Luglio 2014 9:29 | Ultimo aggiornamento: 13 Luglio 2014 9:29
Razzi di Hamas verso Tel Aviv

Razzi di Hamas verso Tel Aviv

ISRAELE, TEL AVIV -Il quinto giorno della guerra con G*aza e’ stato un sabato di sangue: mentre continuano a cadere i razzi su Israele, sia a Gerusalemme sia a Tel Aviv, solo sabato nella Striscia ci sono stati almeno 52 morti, compresi donne e bambini. Il bilancio complessivo è così salito a 157, con oltre 1000 feriti. I raid israeliani avrebbero centrato – secondo un’agenzia palestinese – anche un orfanotrofio (ma l’episodio è stato smentito dall’ambasciata israeliana a Roma) e un capannello di gente per strada.

E il raid più pesante è arrivato in serata, con un attacco che secondo i militari israeliani ha preso di mira la casa del capo della polizia di Hamas, ma secondo fonti locali ha devastato una palazzina e una moschea nel centro di Gaza City uccidendo almeno 18 persone. Si è fatto intanto più concreto lo

spettro di un possibile, massiccio intervento di terra. Come anticipato dalla tv Canale 10 e confermato da un portavoce militare, Israele ha indirizzato in queste ore un messaggio di avvertimento alla popolazione di diversi rioni a nord di Gaza intimando di abbandonare le case perchè quelle aree si trasformeranno in zona di combattimento.

La prima operazione di terra delle forze israeliane nella Striscia di Gaza ha raggiunto il suo obiettivo: lo ha detto un portavoce dell’esercito israeliano, il tenente
colonnello Peter Lerner. “Un’operazione delle forze speciali della Marina ha avuto luogo su una spiaggia di Gaza per distruggere un sito per il lancio di missili a lunga gittata. La missione è stata portata a termine”, ha spiegato il portavoce. “I membri di un commando sono stati attaccati e hanno risposto. Quattro soldati sono stati leggermente feriti”, ha aggiunto.

L’escalation – scandita anche dal lancio di tre razzi verso il nord d’Israele dal Libano – ha spinto la comunità internazionale ad uscire dal guscio: i membri del Consiglio di Sicurezza dell’Onu hanno lanciato un “appello per la de-escalation della situazione” a Gaza, chiedendo “il ripristino della calma e una ripresa del cessate il fuoco del novembre 2012”. L’appello – minore rispetto ad una vera e propria ‘risoluzione’ che avrebbe visto l’opposizione Usa – esprime “profonda preoccupazione per la crisi in corso a Gaza e per i civili di entrambe le parti”. Chiede inoltre “il rispetto del diritto umanitario internazionale, comprese le norme sulla protezione dei civili” e ribadisce il sostegno ”per la ripresa di negoziati diretti tra israeliani e palestinesi”.

Domaenica, ha annunciato il ministro degli Esteri inglese William Hague, Gran Bretagna, Stati Uniti, Francia e Germania discuteranno a Vienna una proposta di cessate il fuoco a Gaza. Hague ha riferito di aver parlato sia con il suo omologo israeliano Avigdor Lieberman sia con il presidente palestinese Abu Mazen. A Lieberman, Hague ha chiesto il rinnovo del cessate il fuoco fra Israele e Gaza in base all’accordo raggiunto tra le parti nel 2012, mentre ad Abu Mazen il capo della diplomazia britannica ha chiesto di fare ”di fare tutto quello in suo potere” per raggiungere l’obiettivo di uno stop. Il presidente francese, Francois Hollande, ha avuto un colloquio telefonico con il premier turco Recep Tayyip Erdogan, per parlare della ”grave situazione a Gaza” e per agire a favore di un cessate il fuoco tra israeliani e palestinesi.

L’Italia – presidente di turno della Ue – ha proposto che la “drammatica situazione mediorientale” sia al centro del Vertice tra i leader europei, mercoledi a Bruxelles. L’Egitto di Fattah al Sisi sembra aver ritrovato il suo ruolo di attivo mediatore tra le parti. I media israeliani gia’ stamattina avevano segnalato la presentazione ad Israele ed ad Hamas, da parte dell’Egitto e di uno stato arabo, probabilmente il Qatar, di una bozza di tregua. L’accordo si comporrebbe di due punti: uno sulla sicurezza e l’altro su aspetti socio-economici. La tv israeliana ha anche citato la possibilità di una tregua umanitaria di 12 ore. In serata il giornale Haaretz ha riportato una dichiarazione del portavoce di Hamas Sami Abu-Zuhri secondo cui la fazione islamica deve ancora ricevere ”una concreta offerta” su un cessate il fuoco. ”Se riceviamo – ha aggiunto – una proposta seria, la studieremo e risponderemo. Per ora le forze della resistenza continuano a combattere l’occupazione”.

Ma l’attenzione dela comunità internazionale e il lavorio intenso per favorire un calo della tensione tra le parti non sposta di un millimetro, per ora, la realta’ dei fatti sul campo: l’aviazione israeliana ha colpito complessivamente nella Striscia 1236 volte e 686 sono stati i razzi lanciati da Gaza su Israele inclusa Gerusalemme. Solo sabato i razzi sono stati 65, diretti verso la parte sud e centrale del paese, a portata di rifugio, salvata solo dall’Iron Dome che li ha intercettati evitando vittime. Razzi lanciati contro Gerusalemme sono finiti ‘fuori bersaglio’ anche nella Cisgiordania palestinese – nella zona di Hebron e in quella di Betlemme secondo testimoni locali – ma senza conseguenze per le persone.

A Gaza la situazione e’ pesantissima con edifici pubblici, case, strutture devastate e il martellamento continuo degli aerei e il ronzio dei droni che terrorizzano te la popolazione. La rappresentanza palestinese all’Onu ha detto che il 78% dei morti sono civili. La riapertura da parte dell’Egitto del valico di Rafah con Gaza ha consentito di far passare aiuti medici alla popolazione. Ma Israele per tutta la giornata ha continuato a rafforzare la morsa intorno alla Striscia inviando nuove truppe corrazzate. Anche se sul terreno, almeno per ora, si segnalano solo scaramucce di frontiera.