Mongolia, torna peste bubbonica a causa dei contadini che mangiano marmotte

di Caterina Galloni
Pubblicato il 6 Luglio 2020 16:30 | Ultimo aggiornamento: 6 Luglio 2020 16:30
Mongolia, torna peste bubbonica a causa dei contadini che mangiano marmotte

Mongolia, torna peste bubbonica a causa dei contadini che mangiano marmotte (Foto Ansa)

Nella Mongolia cinese dopo un caso di peste bubbonica contratta da un pastore di Bayannur, è scattato l’allarme sanitario.

Mentre il mondo lotta con la pandemia causata dal coronavirus, è ancora presente la “vecchia” malattia batterica. Il pastore è ricoverato in ospedale in condizioni stabili.

Le autorità sanitarie hanno emesso un avviso di livello 3, in un sistema di quattro livelli.

Avvisati quindi i cittadini a non cacciare, mangiare o trasportare animali potenzialmente infetti, in particolare le marmotte, e segnalare eventuali animali selvatici morti o malati.

Le misure di prevenzione rimarranno in vigore per il resto dell’anno.

La peste bubbonica – nel Medioevo veniva definita “peste nera” a causa della comparsa di macchie scure e livide di origine emorragica che si manifestavano sulla cute e sulle mucose dei malati – è causata dal batterio Yersinia pestis ed è trasmesso dalle pulciche vivono su roditori selvatici come le marmotte.

A novembre, funzionari di Pechino hanno riferito di due persone della Mongolia cinese affette da peste polmonare causata dallo stesso batterio ma che si sviluppa nell’apparato respiratorio.

La peste polmonare è l’unica forma che può essere trasmessa da persona a persona, attraverso le goccioline del respiro.

Se non curata tempestivamente la la peste polmonare è letale, mentre la peste bubbonica risulta mortale in circa il 30-60% dei casi non curati, secondo quanto affermato dall’Organizzazione mondiale della sanità. Intervenendo immediatamente è curabile con antibiotici facilmente reperibili.

In gran parte del mondo i casi di peste sono in numero limitato. Negli Stati Uniti ci sono circa sette casi l’anno, di solito forma bubbonica, il più delle volte nelle zone rurali dell’ovest, spiega il Centers for Disease Control and Prevention.

La notizia della peste bubbonica arriva in concomitanza con l’allarme lanciato da ricercatori cinesi su un’altra potenziale pandemia  causata da un virus influenzale nei suini.

Gli esperti affermano che ha “tutte le caratteristiche” per essere trasmesso agli esseri umani e per questo necessita di un attento monitoraggio.

Il virus, chiamato dai ricercatori G4 EA H1N1, può crescere e moltiplicarsi nelle cellule umane. (Fonte: Mirror)