Morte di Gheddafi: 8 mesi di lotte e insurrezioni in Libia

Pubblicato il 20 ottobre 2011 15:41 | Ultimo aggiornamento: 20 ottobre 2011 19:14

SIRTE, 20 OTT – Il colonnello Muammar Gheddafi è stato ucciso a Sirte. Di seguito le date-chiave dopo lo scoppio della rivoluzione, il 15 febbraio scorso, in Libia:

FEBBRAIO 2011

-15-19: manifestazione contro il regime, violenti repressioni a Bengasi e Al Baida (est). La rivolta si estende.
– 21-22: i ministri della Giustizia, Mustapha Abdel Jalil, e dell’Interno, Abdel Fatah Younes, si uniscono alla rivolta. Decine di rappresentanti politici e militari faranno lo stesso.
– 23-25: la zona dalla frontiera egiziana fino a Ajdabiya, che include Tobruk e Bengasi, passa nelle mani degli insorti.

MARZO 2011

– 10: la Francia è il primo Paese a riconoscere il consiglio nazionale di transizione (CNT), creato a fine febbraio dall’opposizione a Bengasi.
– 17: l’Onu autorizza un ricorso alla forza contro le forze fedeli al colonnello per proteggere i civili.
– 18-19: i pro-Gheddafi attaccano Bengasi, capitale dei ribelli. La coalizione passa all’offensiva e bombarda i lealisti che si ritirano a ovest.
– 31: la Nato prende il comando delle operazioni.

APRILE 2011
– 20: dopo Londra, Parigi e Roma inviano consiglieri militari presso il CNT seguiti da Egitto e Stati Uniti.

MAGGIO 2011
– 11: dopo due mesi di assedio e di combattimenti, i ribelli prendono l’aeroporto di Misurata (a est di Tripoli).

GIUGNO 2011
– 29: la Francia riconosce di aver paracadutato armi da fuoco ai ribelli nelle montagne di Nefoussa (a sud-est di Tripoli).

LUGLIO 2011
– 15: il gruppo di contatto, guida politica dell’intervento, riconosce il CNT ”autorità governativa legittima”.
– 28: viene assassinato il generale Younes, capo di stato maggiore della ribellione.

AGOSTO 2011
– 9: il regime accusa la Nato di aver ucciso 85 civili in raid nell’ovest.
– 20: scoppio della ribellione su Tripoli con l’appoggio aereo della Nato.
-23: conquistato il bunker del colonnello, Bab al-Aziziya, mentre da più parti lo danno in fuga.

SETTEMBRE 2011
– 1: l’Onu e le grandi potenze sbloccano 15 miliardi di dollari di beni libici che erano stati congelati.
– 15: Nicolas Sarkozy e David Cameron vanno in Libia.
– 16: l’Onu riconosce il CNT.
– 20: la rivoluzione ha provocato 25mila morti (secondo il presidente del CNT, Mustapha Abdel Jalil).
– 21: le forze del nuovo regime conquistano Saba e Waddan, nel sud desertico.

OTTOBRE 2011
– 9 e 11: i ribelli avanzano a Sirte con la conquista dell’università e del centro di conferenze Ouagadougou, poi il quartier generale della polizia.
– 13: riapertura parziale dello spazio aereo. Riparte il gasdotto Greenstream tra la Libia e l’Italia.
– 17: Bani Walid, a sud-est di Tripoli, ”totalmente liberata” (comandante CNT).
– 18: visita a sorpresa a Tripoli del segretario di stato Usa Hillary Clinton.
– 19: il numero due del CNT, Mahmoud Jibril, esprime preoccupazione per la battaglia politica futura che potrebbe gettare il Paese nel caos.
– 20: Sirte, ultimo bastione del regime, ”quasi liberata”.