Morto Royle, vivo in ”Grande Fuga” in film con Mcqueen

Pubblicato il 28 Agosto 2015 11:23 | Ultimo aggiornamento: 28 Agosto 2015 11:23
Paul Royle

Paul Royle

AUSTRALIA, SYDNEY – E’ morto a 101 anni Paul Royle, uno degli ultimi due sopravvissuti alla famosa fuga da un campo di sterminio nazista, nota come The Great Escape, immortalata nel film del 1963 con Steve McQueen.

Royle, uno dei prigionieri di guerra evasi dal campo di concentramento nazista in Polonia, è morto domenica scorsa in un ospedale di Perth dopo una frattura a un’anca seguita a una caduta.

Ne ha dato l’annuncio la famiglia. Settantasei aviatori fuggirono dal campo di Stalag Luft III in una fredda notte di marzo del 1944, dopo aver scavato un tunnel profondo 10 metri sotto il campo. Solo tre dei prigionieri alleati riuscirono a dileguarsi ma gli altri furono presto catturati e 50 furono fucilati su ordine di Hitler.

L’allora tenente della Raf Paul Royle fu uno degli scampati all’esecuzione. Riportato al campo di concentramento, conobbe il pilota e scrittore australiano Paul Brickhill, il cui libro The Great Escape raccontò la vicenda. L’unico sopravvissuto ancora vivente rimane il 94/enne britannico Dick Churchill.

Intervistato nel 2014 nel 70/mo anniversario della grande fuga, Royle aveva detto di ricordarsi con grande precisione quando era emerso dal tunnel davanti ad un panorama coperto di neve. “Fu una sensazione incredibile. Tutto quello che vedevamo erano grandi mucchi di neve e pini. C’era neve dappertutto e faceva un gran freddo”.

Uscito dal tunnel Royle attese il suo compagno di fuga, il tenente della Raf Edgar Humphrey, e i due camminarono tutta la notte prima di trovare un posto per nascondersi e dormire durante il giorno. Ma la libertà durò poco. I due furono catturati poche ore dopo in un piccolo villaggio e rinchiusi nel locale carcere prima di essere riportati al campo.

Quanto al film sulla vicenda, a Royle l’interpretazione hollywoodiana non era piaciuta affatto, “perché non cerano motociclette, e non c’erano americani”, aveva detto nell’intervista, riferendosi al drammatico tentativo di McQueen di superare in velocità i tedeschi in motocicletta. Royle trascorse altri due anni come prigioniero di guerra prima di essere liberato da truppe britanniche e tornare in Australia dove lavorò in miniera.