Moschea a Ground Zero più vicina, New York si divide

Pubblicato il 3 agosto 2010 21:14 | Ultimo aggiornamento: 4 agosto 2010 0:18

Il comune di New York ha preso martedì una decisione che avvicina la costruzione di un centro islamico a Ground Zero. Negando lo status di interesse storico al palazzo designato per ospitarla, una commissione radunata dal sindaco Michael Bloomberg ha aggiunto un nuovo sviluppo ad una delle questioni più controverse e laceranti degli ultimi tempi per la città.

Di fronte al palazzo dove si è riunita la Landmark Preservation Commission, che ha deciso con un voto unanime di non concedere status di interesse storico al palazzo costruito 152 anni fa a pochi isolati dal sito degli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001 , si è riunita una folla di circa 50 persone. Alcuni hanno applaudito, altri hanno gridato “vergogna!” .

Un gruppo di famigliari delle vittime degli attentati, sostenuti anche dal candidato repubblicano alla carica di governatore di New York Rick Lazio, aveva chiesto che al palazzo fosse conferito uno status ‘storico’ che lo avrebbe protetto da ristrutturazioni sostanziali. La ragione, respinta dalla commissione, era che il palazzo fu raggiunto da alcuni frammenti degli aerei che colpirono il World Trade Center.

Il presidente della commissione Christopher Moore ha notato che i resti degli aerei hanno colpito moltissimi palazzi. La moschea dovrebbe essere parte di un centro islamico gestito da un gruppo chiamato Cordoba, che afferma di voler dare uno spazio agli islamici moderati. Il modello di riferimento per il centro, dicono, sono gli Ymca, gli ostelli e centri ricreativi il cui nome esteso è Young Men’s Christian Association.

Gli oppositori dell’iniziativa, tra cui di recente si è schierata anche la Anti-Defamation League, dicono che la costruzione del centro islamico è una mancanza di rispetto per le vittime degli attentati. I terroristi che dirottarono due aerei di linea e colpirono il World Trade Center provocando 3000 morti, lo fecero rivendicando una guerra santa dell’Islam contro gli Stati Uniti e l’Occidente.