Mossad, colpo da Ocean’s Eleven in Iran: rubati 100 mila documenti di segreti atomici

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 luglio 2018 6:30 | Ultimo aggiornamento: 17 luglio 2018 18:05
Mossad, colpo da Ocean's Eleven in Iran: rubati 100 mila documenti di segreti atomici

Mossad, colpo da Ocean’s Eleven in Iran: rubati 100 mila documenti di segreti atomici. Nella foto Ansa il premier israeliano Benjamin Netanyahu

TEHERAN – Colpo degno di un film in Iran. Nella capitale Teheran gli agenti del Mossad, i servizi segreti israeliani, hanno rubato 100mila documenti del programma nucleare iraniano. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Il trafugamento sarebbe avvenuto a gennaio, all’interno di un edificio nel distretto di Shorabad, in una drammatica operazione durata sei ore e mezza in cui è stato preso del materiale che includeva progetti parziali per una testata nucleare, come riferito da agenti di spicco dell’intelligence israeliana.

Un colpo degno di un film tipo Ocean’s Eleven, solo che in questo caso il bottino non era costituito da denaro o gioielli ma da quintali di documenti di carta. Il team israeliano ha raggiunto in segreto il magazzino che conteneva i materiali e si è intrufolato per un periodo ritretto di tempo, quando era certo che l’edificio fosse incustudito.

Per evitare di attirare l’attenzione sulla struttura, l’Iran non aveva infatti disposto una vigilanza continua ma installato dei sistemi di allarme che gli agenti del Mossad hanno disabilitato.

I documenti rubati non contengono alcuna rivelazione sulla recente attività nucleare e nessuna prova che l’Iran abbia violato l’accordo nucleare del 2015 con gli Stati Uniti e altre cinque potenze mondiali. Gli agenti degli Stati Uniti sapevano da tempo della ricerca iraniana di armi nucleari prima del 2004, che l’amministrazione Obama aveva citato esplicitamente nel sollecitare l’Iran ad accettare lo storico accordo che limitava la capacità di produrre uranio arricchito.

Nuovi dettagli delle centinaia di documenti nucleari iraniani rubati dalle spie israeliane mostrano, secondo fonti israeliane, che Teheran avrebbe ottenuto informazioni sulla progettazione delle armi da una fonte straniera e che, quando 15 anni fa fu ordinata la ricerca, era al culmine della padronanza di tecnologie per la realizzazione di bombe.

Lo sforzo ambizioso e altamente segreto dell’Iran di costruire armi nucleari comprendeva ricerche approfondite sulla produzione di uranio metallico e test avanzati di apparecchiature utilizzate per generare neutroni così da avviare una reazione nucleare a catena.

I funzionari iraniani avevano fermato gran parte del lavoro nel 2003, ma dei memo interni mostrano che gli scienziati stanno elaborando degli estesi piani per continuare diversi progetti in segreto, nascosti all’interno dei programmi di ricerca militare già esistenti. “Il lavoro sarebbe diviso in due parti: segreto (struttura segreta e obiettivi) e palese”, scrive uno scienziato iraniano in una nota.

L’operazione israeliana è stata rivelata ad aprile scorso dal primo ministro Benjamin Netanyahu: in una conferenza stampa ha dichiarato che i documenti rubati provano che l’Iran sostenendo che non aveva un programma di armi nucleari aveva mentito per anni.

Netanyahu ha colto l’occasione per lanciare l’ennesimo attacco contro l’accordo nucleare, che gli agenti israeliani sostengono sia inadeguato alle ambizioni nucleari dell’Iran. Da quando, a maggio, l’amministrazione Trump si è unilateralmente ritirata dal patto, l’accordo è praticamente in coma ma l’Iran sostiene che ne sta onorando i termini e non ha intenzione di costruire armi nucleari.

“Questo archivio spiega perché abbiamo dei dubbi”, ha detto un agente di spicco israeliano ai giornalisti statunitensi presenti al briefing di Tel Aviv. “Spiega perché il contratto nucleare per noi è peggio di niente, poiché lascia irrisolte le parti chiave del programma nucleare. Non blocca il percorso dell’Iran verso la bomba. Spiana la strada all’Iran per la bomba”.

Molti esperti di armi ed ex agenti americani sostengono che i critici israeliani riguardo l’accordo non hanno capito il punto: le nuove rivelazioni dimostrano esattamente perché era necessario.

I documenti rubati mostrati ai giornalisti fanno parte della stessa serie di cui Netanyahu ha parlato il 30 aprile in un drammatico annuncio tv e ha detto ripetutamente: “L’Iran ha mentito”. E ora sta iniziando a venire alla luce come sono stati ottenuti i documenti dall’edificio di Teheran.

Gli agenti del Mossad hanno dichiarato di aver appreso nei primi mesi del 2017 che l’Iran aveva iniziato a raccogliere sistematicamente dei documenti sulla passata ricerca di armi nucleari del Paese e a trasferirli in un unico deposito nel distretto di Shorabad, a sud di Teheran. L’edificio, in una fila di capannoni industriali, non aveva caratteristiche tali da far pensare che contenesse qualcosa di insolito. Solo un gruppo ristretto di iraniani, a quanto pare, sapeva della sua esistenza.

Gli agenti del Mossad sono stati in grado di apprendere il layout interno dell’edificio, inclusa la posizione e il contenuto generale di 32 cassette di sicurezza in cui c’erano documenti cartacei, foto e file di archiviazione del computer da “Project Amad“, il nome in codice del progetto nucleare iraniano.

Le spie hanno studiato le caratteristiche di sicurezza dell’edificio e monitorato i movimenti e gli orari dei lavoratori presenti nell’archivio. Alla fine si sono accordati su una data, il 31 gennaio, e una finestra temporale di sei ore e 29 minuti, in cui credevano di poter violare la struttura, aprire le casseforti e rimuovere mezza tonnellata di documenti senza essere rilevati.

Poiché parte del materiale era troppo voluminoso da trasportare, gli agenti hanno aperto solo le casseforti che ritenevano contenessero i documenti più preziosi e prelevato i file più importanti. Le tecniche della procedura sono state descritte come insolite, alla Ocean’s Eleven, il film su una rapina in un casinò di Las Vegas. Non è stato reso noto il modo in cui il vasto assortimento di raccoglitori di carta e dischetti dei computer sia stato trasferito fuori dal Paese.

Per contrastare le affermazioni iraniane secondo cui i documenti sono falsi, gli agenti israeliani hanno permesso ai giornalisti di visionare e toccare con i guanti, alcune pagine di documenti originali, inclusi appunti scritti a mano firmati da Mohsen Fakhrizadeh, il fisico iraniano che le agenzie di intelligence occidentali affermano essere stato responsabile del Project Amad. Ai giornalisti sono state consegnate copie di alcuni documenti, tra cui alcuni che in precedenza non erano stati pubblicati. Altri sono stati mostrati solo brevemente o per niente, poiché contenevano dettagli tecnici espliciti che potevano essere usati per fabbricare armi nucleari.

Gli agenti israeliani hanno dichiarato che i documenti sono stati forniti agli iraniani da una fonte straniera, ma non hanno specificato se il fornitore originario fosse un governo o un cittadino straniero che operava in modo indipendente. È noto che alla fine degli anni ’80, l’Iran ha acquisito informazioni sulla costruzione di centrifughe per l’arricchimento dell’uranio dallo scienziato pakistano Abdul Qadeer Khan, un mercante di informazioni nucleari sensibili. Gli agenti dell’intelligence statunitense ritengono che Khan abbia passato progetti parziali per un dispositivo nucleare cinese ad almeno uno dei suoi clienti internazionali.