Mozambico, 50 persone decapitate e fatte a pezzi dai jihadisti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Novembre 2020 12:00 | Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2020 12:00
Mozambico, oltre 50 persone decapitate e fatte a pezzi dai jihadisti

Mozambico, 50 persone decapitate e fatte a pezzi dai jihadisti (Foto Ansa)

In Mozambico oltre 50 persone sono state decapitate e fatte a pezzi dai jihadisti.

Più di 50 persone sono state decapitate durante tre giorni di violenze nel nord del Mozambico, nella provincia di Cabo Delgado. Lo riporta Bbc Africa citando i media locali.

Mozambico: l’attacco dei jihadisti che hanno decapitato più di 50 persone

Jihadisti hanno attaccato villaggi nei distretti di Miudumbe e Macomia uccidendo persone, sequestrando donne e bruciando case. Nel villaggio di Muatide, gli islamisti avrebbero trasformato un campo di calcio in un campo di esecuzioni. Fonti locali hanno detto infatti che gli islamisti avrebbero catturato persone in fuga dal villaggio.

Poi le avrebbero portate al campo calcistico facendole a pezzi. In Mozambico centinaia di persone sono state uccise e centinaia di migliaia sono state sfollate dalle violenze di matrice jihadista iniziate più di tre anni fa.

Gli aiuti della Chiesa alle vittime dei jihadisti

La fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre destinerà aiuti per 100mila euro alle popolazioni del Mozambico. “Secondo alcuni rapporti i miliziani hanno massacrato anche oltre quindici bambini insieme agli adulti che li preparavano ai riti tradizionali della tribù Makonde. La provincia maggiormente interessata dagli attacchi è quella di Cabo Delgado, situata nel nord del Paese”. Lo riferisce Acs.

Mons. Luiz Fernándo Lisboa, vescovo di Pemba, in un video di Caritas Mozambico, descrive la situazione di Paquitequete. Si tratta di un sobborgo della capitale che si affaccia sulla costa. “Sono arrivati già 10.000 rifugiati e altri sono in arrivo. Non hanno un luogo in cui dormire, solo coperte e rifugi improvvisati. Alcune persone sono morte durante il tragitto. Si tratta di una situazione umanitaria disperata per la quale stiamo chiedendo, anzi implorando l’aiuto e la solidarietà della comunità internazionale”.

“Accogliendo questo appello intendiamo aiutare la diocesi di Pemba e quelle limitrofe con aiuti di emergenza per le vittime di Cabo Delgado, oltre ai progetti che stiamo già sostenendo nell’ambito delle stesse diocesi per i loro sacerdoti e le loro religiose”, afferma Regina Lynch, responsabile del Dipartimento Progetti di Acs Internazionale. Aiuto alla Chiesa che Soffre per far fronte alla crisi lancia dunque una raccolta fondi per destinare 100.000 euro agli aiuti di emergenza per soccorrere la popolazione brutalmente aggredita dai jihadisti mozambicani affiliati all’Isis. (Fonte Ansa)