Mutilazioni genitali femminili, bimba di 10 anni muore dissanguata durante l’operazione

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 luglio 2018 9:39 | Ultimo aggiornamento: 23 luglio 2018 9:39
Mutilazioni genitali femminili, bimba di 10 anni muore dissanguata durante l'operazione

Mutilazioni genitali femminili, bimba di 10 anni muore dissanguata durante l’operazione (Foto Ansa)

MOGADISCIO – Una bambina somala è morta a 10 anni nel suo Paese durante un’operazione di mutilazione genitale. La piccola, Deeqa Dahir Nurr, è deceduta per dissanguamento dopo la rimozione del clitoride. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Si tratta della prima conferma ufficiale di una morte per mutilazione genitale femminile nel Paese da anni.

Deeqa era stata accompagnata dalla madre da una donna del suo villaggio di Olol, a 65 chilometri da Dhusmareb, nello Stato somalo del Galmudug, per essere sottoposta all’operazione con scarse misure igienico-sanitarie.

Secondo quanto ha riferito Hawa Aden Mohamed, direttrice del Centro di educazione per la pace e lo sviluppo di Gallacaio, un gruppo per la difesa dei diritti delle donne nella Somalia centrosettentrionale, “si sospetta che la donna che ha eseguito l’ablazione abbia reciso una vena importante. La donna che ha praticato la mutilazione genitale non è stata arrestata, ma anche se lo fosse non esistono leggi per punirla per questo atto”. Hawa Aden Mohamed ha sottolineato: “Quello che è successo a Deeqa è uno dei tanti casi che accadono ogni giorno in Somalia”.

Nel Paese il 98 per cento delle donne e delle bambine si sono sottoposte alla mutilazione genitale: si tratta della più alta percentuale del mondo. Gli attivisti che combattono questa pratica sperano che, rendendo nota la morte di Deeqa, si possa arginare questa piaga fatale.

“E’ importante che si tratti di un caso confermato ufficialmente, dal momento che spesso i lobbisti favorevoli alle mutilazioni genitali femminili sostengono che si tratti di una operazione senza rischi”, ha spiegato Brendan Wynne,di Donor Direct Action, una organizzazione internazionale che si batte contro le mutilazioni genitali.