Nahed Hattar, scrittore assassinato in Giordania per vignetta blasfema su Islam

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 settembre 2016 10:42 | Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2016 11:17
Nahed Hattar, scrittore assassinato in Giordania. Condivise vignetta blasfema per Islam

Nahed Hattar, scrittore assassinato in Giordania. Condivise vignetta blasfema per Islam

AMMAN – Un controverso scrittore giordano, Nahed Hattar, è stato assassinato con tre colpi di arma da fuoco, davanti a un tribunale del centro di Amman, dove doveva comparire per avere pubblicato una vignetta considerata blasfema per l’Islam. Lo scrivono i siti britannici.

Il killer sarebbe stato immediatamente arrestato, secondo la stampa locale. Hattar era stato fermato il mese scorso, con l’accusa di avere condiviso su Facebook una vignetta considerata offensiva per i musulmani. Dopo essere stato interrogato, lo scrittore era rimasto in carcere con l’accusa di “razzismo e settarismo”, secondo l’agenzia ufficiale giordana Petra.

Il pm di Amman, Abdullah Abul-Ghanam, lo aveva inoltre incriminato per “insulto alla religione”, essendo proibito di “pubblicare materiale, immagini o disegni con l’intenzione di colpire i sentimenti religiosi e la fede”. Hattar, considerato un sostenitore del presidente siriano Bashar al-Assad, aveva postato sul social una vignetta, intitolata “il Dio di Daesh”, in cui si vede un combattente dell’Isis seduto accanto a due donne che chiede a Dio di servirgli da bere. Hattar, viste le reazioni innescate, aveva spiegato su Facebook che non intendeva offendere i musulmani, ma semplicemente far capire come l’Isis ” vede Dio e il Paradiso”.

Hattar, è nato cristiano ma si è dichiarato agnostico o non credente e per molti anni le sue vignette satiriche sono state accolte in Giordania con rispetto.

Hattar ha postato la vignetta sulla sua pagina Facebook anti stato islamico Isis. Voleva descrivere come i jihadisti “si immaginano il paradiso”.

La vignetta modifica il vocabolario islamico su Dio e sul paradiso a fini comici. Cambia la  parola “Subhanallah” (Gloria a Allah) nella seconda persona, “Subhanekh” (vostra gloria), che ha provocato critiche perché rappresenterebbe un modo poco delicato per parlare di Dio-

Quello che segue è la traduzione della vignetta fatta da Anwar el-Iraqi, analista presso il Clarion Project Arabic Affairs.

Titolo: In paradiso…

Allah: “Possa la tua sera essere gioiosa, Abu Saleh, ti serve qualcosa?”

Jihadista: “Sì, Signore, passatemi il bicchiere di vino che è lì [sul tavolino ai piedi del letto] e dite a Jibril [l’ Angelo Gabriele] di portarmi un po’ di noccioline. Poi mandatemi un eterno servitore per pulire il pavimento e intanto portate via i piatti sporchi”.

Continua il Jihadista: “Non dimenticate di mettere una porta alla tenda, così che puoi bussare prima di entrare, la prossima volta, vostra gloria.