Natalie Wood, Dennis Davern: “Robert Wagner mi sorvegliò per un anno perché non parlassi”

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 settembre 2018 6:00 | Ultimo aggiornamento: 10 settembre 2018 17:27
Natalie Wood, Dennis Davern: "Robert Wagner mi sorvegliò per un anno perché non parlassi"

Natalie Wood, Dennis Davern: “Robert Wagner mi sorvegliò per un anno perché non parlassi” (Nella foto Ansa Natalie Wood e il marito)

LONDRA – Dennis Davern, il capitano dello Splendour su cui erano a bordo Natalie Wood, Robert Wagner e Christopher Walken la notte in cui l’attrice scomparve al largo della costa californiana nei pressi dell’isola Catalina, fa nuove esplosive rivelazioni sulla misteriosa morte della Wood avvenuta il 29 novembre 1981.

Davern nell’ultima puntata del podcast Fatal Voyage: The Mysterious Death Of Natalie Wood oltre ad accusare Wagner, ora 88 anni, dell’omicidio della moglie sostiene di essere stato prelevato dalle guardie del corpo dell’attore al porto di Long Beach e condotto a casa sua. “Mi hanno fatto entrare nella camera da letto di Robert Wagner, poi hanno chiuso la porta a chiave. In stanza c’era il suo avvocato Paul Ziffren. Mi hanno detto senza giri di parole: questo è ciò che diremo, questa sarà la nostra versione. La versione era che quando Natalie è scomparsa probabilmente era uscita dalla sua camera perché il gommone batteva contro lo scafo della barca e non riusciva a dormire, così ha cercato di legarlo ma è scivolata e caduta in acqua”, ha raccontato il capitano citando le parole di Ziffren, morto nel 1991.

In seguito all’incontro forzato e durato un tempo non meglio specificato, in cui non poteva uscire dalla stanza, Wagner dette al capitano un assegno di 6.000 dollari per “comprare un appartamento”, scrive il Daily Mail.  Natalie Wood, che odiava l’acqua e non sapeva nuotare, annegò misteriosamente dopo aver discusso con Wagner a bordo dello Splendour, su cui c’era anche Christopher Walken, co-protagonista della Wood in un film e uno degli amici di Wagner.

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La famiglia dell’attrice sospettava che Wagner l’avesse colpita e spinta in acqua in preda alla rabbia o ne avesse provocato la morte in un altro modo.  L’88enne ha sempre sostenuto che la moglie fosse salita da sola sul gommone e mai più tornata. Lana Wood, sorella di Natalie, ha affermato che Wagner in passato non ha voluto essere intervistato poiché non poteva contare sulla memoria; da quando sono state riaperte le indagini nel 2011, rifiuta di parlare con gli inquirenti che vorrebbero interrogarlo. Anche quando lo scorso anno è stato considerato “persona d’interesse”.