Nave Andromeda, sette clandestini nigeriani arrestati per dirottamento della petroliera

di Caterina Galloni
Pubblicato il 1 Novembre 2020 9:55 | Ultimo aggiornamento: 28 Ottobre 2020 15:26
Nave Andromeda, sette clandestini nigeriani arrestati per dirottamento della petroliera

Nave Andromeda, sette clandestini nigeriani arrestati per dirottamento della petroliera (foto archivio Ansa)

I sette clandestini nigeriani che hanno dirottato la Nave Andromeda sono stati arrestati.  

 

L’operazione di salvataggio della Nave Andromeda da parte delle forze speciali britanniche, dopo dieci ore di stallo, è durata in tutto nove minuti.

Per prendere d’assalto la petroliera dirottata da sette clandestini nigeriani, il commando dello Special Boat Service ha usato la classica manovra a  tenaglia.

Due squadre armate, che indossavano occhiali per la visione notturna e apparecchiature di imaging termico, si sono calate con una corda doppia dagli elicotteri alle due estremità della petroliera prima di convergere sui sette clandestini che si sono arresi immediatamente.

Il Daily Mail ha ricostruito l’operazione.

Il 6 ottobre, i sette clandestini sono entrati a bordo della Nave Andromeda poco prima che la petroliera lasciasse il porto nigeriano di Lagos.

Dopo una breve sosta al largo della costa di Saint-Nazaire, in Francia, si stava dirigendo a prelevare la benzina dalla raffineria di Fawley. vicino a Southampton.

La presenza dei clandestini è stata scoperta all’equipaggio durante il viaggio di 20 giorni in Gran Bretagna.

La polizia sta lavorando all’ipotesi che si siano imbarcati attraverso il tronco del timone della nave.

“La sicurezza nei porti del Terzo Mondo non è così alta come in Occidente, dunque è relativamente facile attraversare le recinzioni perimetrali”, ha detto l’esperto marittimo David Osler.

“Le linee guida dell’Organizzazione marittima internazionale impongono la ricerca sulle navi prima della partenza, ma a volte i clandestini riescono a infiltrarsi”.

Intorno alle 9 di domenica scorsa, il capitano della nave – di proprietà greca che batte bandiera liberiana – ha lanciato il mayday a sei miglia dall’Isola di Wight e i clandestini avrebbero iniziato a minacciare di uccidere l’equipaggio.

Le tensioni sono diventate altissime quando l’equipaggio ha tentato di rinchiudere i sette uomini in una cabina, dopo aver detto loro che avrebbero seguito il protocollo e informato le autorità della loro presenza.

Il capitano e altri 20 membri dell’equipaggio si sono rifugiati nella cittadella della nave, un pronto soccorso utilizzato durante gli attacchi dei pirati, dopo che i migranti hanno “fracassato il vetro e minacciato di uccidere”.

Un’ora dopo la polizia dell’Hampshire ha ricevuto dei rapporti riguardanti “preoccupazioni per la sicurezza” dell’equipaggio minacciato verbalmente.

La nave avrebbe dovuto attraccare a Southampton alle 10.30, ma il capitano ha deciso che la situazione era troppo pericolosa per avvicinarsi al porto.

Per prendere tempo ha guidato la petroliera su un percorso circolare e a zig-zag fuori dall’isola di Wight.

Per tutto il pomeriggio, due elicotteri della guardia costiera hanno sorvolato l’area, monitorando la situazione.

A terra, un’unità di polizia armata ha istituito una stazione sull’isola di Wight.

Richard Meade, del servizio marittimo dei Lloyd’s List Intelligence, ha dichiarato:

 

“Sono stati scoperti sette clandestini a bordo. L’equipaggio ha cercato di trattenerli in una cabina, ma i clandestini non volevano essere rinchiusi in una cabina e sono diventati violenti per questo è stato lanciato il mayday”.

 

Dopo aver preso il controllo della missione, lo Stato Maggiore della Marina ha agito rapidamente.

E’ entrato in azione un elicottero Chinook con a bordo delle truppe SBS e mezzi d’assalto veloci dal quartier generale dell’unità d’élite a Poole nel Dorset, a circa 15 miglia di distanza, appena fuori dalla vista della Nave Andromeda.

La fregata HMS Richmond è stata messa in allerta nella Manica e i sommozzatori sono stati riuniti nel caso in cui fossero state posizionate mine esplosive sullo scafo della nave.

Poco prima dell’attacco, al capitano della petroliera è stato chiesto di spegnere le luci e prepararsi all’arrivo delle forze speciali.

Intorno alle 19.30 – poco più di 10 ore dopo la prima chiamata del mayday – i militari hanno ordinato l’attacco.

Una formazione di elicotteri è piombata sopra la nave, dispiegando un frastuono assordante e luci abbaglianti, note come tattiche “oscuranti”, per disorientare i clandestini a bordo.

Il piano era di “sopraffarli con il rumore e con la luce accecante” ha detto una fonte.

I clandestini sembra non fossero armati e si sono arresi immediatamente.

In meno di nove minuti il SBS ha arrestato i sospettati, messo in sicurezza la petroliera e condotto l’equipaggio fuori dalla stanza antipanico.

I sette nigeriani sono stati arrestati perché sospettati di aver sequestrato o esercitato il controllo di una nave mediante minacce o forza.

 

(Fonte: Daily Mail)