Nave libica in viaggio verso Gaza, “Israeliani la minacciano”

Pubblicato il 14 luglio 2010 0:24 | Ultimo aggiornamento: 14 luglio 2010 1:55

La Mavi Marmara turca attaccata da Israele mentre portava aiuti a Gaza

“Navi da guerra israeliane hanno circondato in nottata il cargo Amalthea che trasporta aiuti umanitari verso la striscia di Gaza”. La denuncia arriva da Yussef Sawan, direttore esecutivo della Fondazione Gheddafi, che ha noleggiato l’imbarcazione. ”C’e’ una minaccia reale”. Da Gerusalemme però arriva la smentita: “Tutto normale, nessuno sviluppo”.

In precedenza Sawan aveva ribadito che il cargo, battente bandiera moldava e ribattezzato per l’occasione ‘Amal’, speranza, fa sempre rotta verso la Striscia, smentendo un annuncio di fonte egiziana secondo cui stava dirigendosi verso il porto di El Arish, nel Sinai settentrionale.

Trasporta aiuti libici per i palestinesi e la marina israeliana è determinata a impedire di forzare il blocco navale della Striscia in vigore da tre anni. Tra il pomeriggio di martedì e la notte sono rimbalzate varie versioni della vicenza e dell’eventuale rotta.

Al capitano – un cubano di nome Antonio – è stato fatto presente che non potrà forzare il blocco. Di conseguenza, aggiungono le fonti, questi ha risposto che condurrà il cargo al porto egiziano di El Arish, nel Sinai del nord.

Analoghe indicazioni sono giunte da fonti egiziane che prima hanno annunciato che la Amalthea aveva chiesto e ottenuto il permesso di attraccare a El Arish, poi hanno aggiunto che il cargo vi è atteso domani. Distante alcune decine di km da Gaza, il porto mediterranea egiziano può essere utilizzato per inoltrare successivamente via terra nella Striscia le 2.000 tonnellate di generi alimentari e di medicinali regalati dalla Fondazione Gheddafi di Saif al Islam, figlio del leader libico Muammar.

Nel pomeriggio un rappresentante della Fondazione a bordo del cargo, aveva affermato che gli israeliani avevano dato un ultimatum alla Amalthea: cambiare rotta, altrimenti sara’ abbordata e dirottata verso il porto israeliano di Ashdod. La marina israeliana resta a breve distanza dalla Amalthea, che in serata e’ stata segnalata a circa 150 km da Gaza.

Se fosse giudicato necessario, torneranno dunque in azione i membri dell’unità di elite Flottilla 13, già impiegati alla fine di maggio nel raid sulla nave turca Mavi Marmara, conclusosi con nove morti e decine di feriti. In teoria dovrebbe essere questa volta un’operazione relativamente semplice, simile all’intercettazione nel giugno scorso della nave irlandese di aiuti Rachel Corrie, effettuata senza incidenti. Se i membri di Flottilla 13 assumessero il controllo della Amalthea, si dirigerebbero in seguito verso il porto israeliano di Ashdod dove gli aiuti libici sarebbero scaricati e poi inoltrati a Gaza: sempre che Hamas non avanzi obiezioni, come gia’ avvenuto in passato. Da Gaza un portavoce di Hamas ha intanto lanciato in serata un appello accorato al comandante della Amalthea affinché non si pieghi alle pressioni israeliane e prosegua fino in fondo nella sua missione originale.