Nepal, sisma. Aibi apre centro prima assistenza bambini a Kathmandu

Pubblicato il 7 Maggio 2015 9:10 | Ultimo aggiornamento: 7 Maggio 2015 9:10
Logo di Aibi

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NEPAL, KATHMANDU – Un numero verde per le emergenze e un centro di prima assistenza per la distribuzione di acqua e medicinali: sono i primi interventi concreti che Aibi (Amici dei Bambini) mette in campo a Kathmandu per fronteggiare l’emergenza terremoto in Nepal.

Il centro di prima assistenza sarà creato nei locali del Centro Paani dell’associazione, la struttura destinata al sostegno dei minori abbandonati e in difficoltà e nella quale da anni Amici dei Bambini svolge attività educative e ricreative per i minori, garantisce servizi medici e campagne di vaccinazione, sviluppa programmi informativi sull’educazione infantile, sia per i bambini che per le loro famiglie e organizza corsi di alfabetizzazione per le famiglie.

La struttura verrà “convertita” dallo staff di Aibi e dai vari operatori e volontari (una decina tra educatori, assistenti e psicologi) in un centro di prima risposta e assistenza e supporto soprattutto per i bambini, tra le prime vittime del terremoto, con un’attenzione particolare al supporto psicologico. Gli operatori di Aibi presenti in Nepal confermano la difficilissima condizione della popolazione.

“Si è fermato tutto – dice Fulvia Clerici – la gente si riversa per strada disperata. Non c’è elettricità, acqua, posti sicuri dove dormire. Si dorme per strada, nelle tende o in luoghi aperti. E’ quasi impossibile spostarsi da un posto all’altro. Ci sono voragini insormontabili lungo la strada. Vediamo sulle nostre teste elicotteri: l’unica speranza per molti per spostarsi”. Inoltre, dati i morti ancora tra le macerie e la mancanza cronica di acqua potabile e medicinali, il rischio più grande è l’esplosione di un’epidemia.