Nepal, sisma. Quasi 8 mila morti, rintracciati gli ultimi italiani

Pubblicato il 6 Maggio 2015 8:36 | Ultimo aggiornamento: 6 Maggio 2015 8:36
Devastazioni in Nepal

Devastazioni in Nepal

NEPAL, KATHMANDU – Continua a salire di ora in ora, a dieci giorni dal devastante terremoto in Nepal, il numero delle vittime del sisma del 25 aprile, arrivando a quasi 8 mila morti, mentre si teme che la triste conta non si sia ancora conclusa.

E’ finita invece l’apprensione per gli ultimi italiani che erano stati segnalati nel Paese dalle famiglie: gli ultimi due sono stati rintracciati martedi, fermando a quattro il numero dei connazionali morti nel Paese asiatico.

I corpi di due delle vittime italiane, gli speleologi Oskar Piazza e Gigliola Mancinelli, sono rientrati in Italia martedi sera e le loro città di origine stanno in queste ore rendendo loro omaggio.

Personale dell’Unità di crisi della Farnesina e della Protezione civile proseguono invece le ricerche dei corpi dei due escursionisti Marco Pojer e Renzo Benedetti, le altre due vittime italiane rimaste sepolte da una slavina a circa 3.500 metri di quota sul sentiero del Langtang Trek, a nord di Kathmandu.

L’Unità di crisi continua inoltre, insieme all’ambasciata italiana a New Delhi e al consolato generale di Calcutta, a monitorare la situazione per far fronte a ogni evenienza e aiutare i connazionali ancora sul posto. E mentre alle pendici dell’Himalaya la terra continua a tremare, man mano che i soccorsi riescono ad arrivare nelle zone più remote, il ministero dell’Interno nepalese aggiorna il bilancio delle vittime: 7.557 i morti accertati finora, i feriti sono 14.536. Il distretto più colpito è stato quello di Sindhupalchowk (con 2.911 morti) seguito da Kathmandu (1.202).

Per quanto riguarda i danni agli edifici, secondo il ministero sono state completamente distrutte 191.058 case private e 10.718 edifici pubblici. Da martedi è operativo nel distretto di Nuwakot il Posto medico avanzato italiano inviato dalla Protezione civile, destinato a una tendopoli improvvisata che ospita circa 300 persone.

Nel corso della mattinata, sono stati già visitati 171 pazienti, soprattutto donne e bambini, dal team sanitario composto da 26 medici del Gruppo di chirurgia d’urgenza dell’ospedale Santa Chiara di Pisa. Un altro team composto da Protezione civile, ministero degli Esteri e due operatori della Provincia autonoma di Trento è sbarcato a Kathmandu per valutare le azioni da intraprendere per l’assistenza alla popolazione rimasta isolata in zone impervie e per il rimpatrio di cittadini stranieri.