“New York sotto assedio da parte dell’intelligence cinese”: la dichiarazione dell’ex della Cia

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 3 Settembre 2020 14:00 | Ultimo aggiornamento: 28 Settembre 2020 19:49
new york, foto ansa

“New York sotto assedio da parte dell’intelligence cinese”: la dichiarazione dell’ex della Cia (foto Ansa)

New York è “sotto assedio come mai accaduto prima d’ora” da parte dell’intelligence cinese. E’ quanto ha affermato James M. Olson, ex capo del controspionaggio della Cia.

New york sotto assedio da parte dell’intelligence cinese. A dirlo è James M. Olson, ex capo del controspionaggio della Cia. 

Secondo Olson il Governo cinese ha intensificato l’impegno nell’arruolamento delle spie.

In base a una stima “prudente” sostiene che a New York la Cina abbia più di 100 agenti dell’intelligence operativi.

“Il loro programma di spionaggio è enorme”, ha detto Olson.

“Nel loro mirino ci sono i social media e cercano cino-americani che provano affetto per la Madre Cina”.

Sembra essere il caso del poliziotto di New York Baimadajie Angwang.

Cittadino statunitense di origine tibetana, è stato arrestato e riconosciuto come una presunta spia della Cina.

Ex marine, sergente dello staff della Us Army Reserve e nel 2018 “Poliziotto del mese”, il 33enne deve far fronte a delle accuse tra cui aver agito illegalmente come agente di un governo straniero, frodi telefoniche e false dichiarazioni.

Il segretario di Stato Mike Pompeo ha dichiarato al The Post China’s che il consolato di New York viene utilizzato come un importante hub dalla Cina ed è probabile che seguiranno altri arresti.

Olson ha definito Angwang come una potenziale “miniera d’oro” per la Cina.

“Polizia, esercito e controspionaggio sono obiettivi molto importanti”, ha spiegato Olson, che insegna intelligence e controspionaggio alla Bush School of Government and Public Service della Texas A&M University.

“I cinesi hanno grande interesse per chi, nella polizia di New York, può ottenere documenti, fornire delle tracce, scoprire chi è sotto inchiesta”.

Come avviene il reclutamento delle spie cinesi

Per il reclutamento, l’agenzia di intelligence cinese, il Ministero della sicurezza dello Stato, avvia il contatto tramite una persona che ha legami con la vita precedente, in Cina, della recluta”, ha detto H. Keith Melton, coautore di “Spy Sites of New York City” e un consulente storico della Cia.

“Invitano la recluta a cena, magari lo portano all’opera e alla fine gli chiedono di fare una cosa per il bene della Cina.”

Olson ha spiegato: “Le persone sono convinte che ciò che stanno facendo non sarà dannoso per gli Stati Uniti anche se, ovviamente, lo è”.

La Cina ha più spie che lavorano su un particolare progetto. Un agente, potrebbe ricevere piccole informazioni, che sembrano irrilevanti, ma fanno parte di un piano più ampio”.

Secondo quanto riporta il New York Post, nelle intercettazioni telefoniche Angwang avrebbe detto a uno dei suoi referenti di voler sostenere un esame nella polizia di New York per avere una promozione e che lo stava facendo “per i familiari” in Cina.

“Se una persona ha una famiglia in Cina” – come Angwang, con i due genitori che secondo quanto riferito appartengono al Partito Comunista – “la sfrutterà per far leva”.

“Ai familiari possono essere concessi o meno dei favori. È un gioco rischioso”, ha detto Olson.

“Capiscono di quale tipo di assistenza hai bisogno, che si tratti di visti in modo da poter vedere la famiglia oppure borse di studio, soldi”.

Olson ha aggiunto che Angwang “potrebbe aver guadagnato migliaia di dollari al mese”.

Secondo la denuncia, dalla Cina “ha ricevuto diversi bonifici consistenti”.

Sebbene le autorità non abbiano rivelato come siano state scoperte le presunte attività di Angwang, Olson ha detto: “Forse era indiscreto, si è vantato con le persone o forse ha speso incautamente il denaro”.

E la Cina non andrà in suo soccorso.

“È stato abbandonato. Ma questo è il prezzo per fare affari”, ha spiegato Olson, sulla base della sua esperienza.

“I cinesi hanno così tante risorse negli Stati Uniti che possono permettersi di perderne alcune” (Fonte: New York Post)