New York, isola-carcere degli orrori: minori seviziati. Obama fa causa

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 Dicembre 2014 0:39 | Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre 2014 11:01
New York, isola-carcere degli orrori: minori seviziati. Obama gli fa causa

Rikers Island

NEW YORK – Di fronte a New York sorge un’isola carcere, recentemente ribattezzata “prigione degli orrori”. A Rikers Island, un complesso di dieci padiglioni in cui sono recluse circa 17mila persone, si compiono violenze di ogni genere, specie contro i detenuti minorenni. Per questo il Dipartimento di Giustizia americano ha deciso di fare causa alla città di New York, per spingere l’amministrazione cittadina a fare le riforme necessarie a ristabilire gli equilibri in uno dei carceri più grandi del Paese. 

La notizia dell’azione legale  giunge ad un giorno di distanza dalla visita al carcere del sindaco di New York, Bill de Blasio, e anche del suo annuncio della fine del regime di isolamento per i detenuti di 16 e 17 anni. Ma per il dipartimento di Giustizia la fine dell’isolamento non basta, ed è solo una goccia nel mare delle richieste fatte dai procuratori federali per fermare le violenze.

Secondo il ministro della giustizia, Eric Holder, dopo quattro mesi di negoziazioni con la città, non si è ancora raggiunto un accordo che possa portare all’avvio di serie riforme. City Hall, sede del comune newyorkese, non si è opposta all’intervento del governo federale e il portavoce del sindaco, Martin Adams, ha detto che “l’amministrazione ha iniziato a smantellare un regime che negli anni ha portato a livelli inaccettabili di violenza a Rikers Island”.

Il rapporto sulle violenze è stato reso noto lo scorso agosto e prende in considerazione il periodo che va dal 2011 al 2013. Nelle 79 pagine pubblicate dal New York Times si legge che nel 2013 sono stati riscontrati 565 episodi di violenza ai danni di prigionieri minorenni che hanno riportato oltre mille ferite. Inoltre quasi la metà della popolazione carceraria minorile, dal 30 ottobre 2012, ha subito almeno una volta l’uso della forza da parte delle guardie.