New York: John Gotti Jr. libero dopo il quarto processo

Pubblicato il 7 dicembre 2009 12:10 | Ultimo aggiornamento: 7 dicembre 2009 12:12
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John Gotti Jr.

L’America si chiede in questi giorni se John Gotti Jr., il figlio del più famigerato boss mafioso americano, sia colpevole o innocente. Martedì 1 dicembre Gotti Jr. è uscito indenne dal quarto processo in cinque anni: come nei tre precedenti, la giuria si è spaccata in due, e il processo è stato dichiarato nullo.

Sino ad oggi inoltre, la Procura dello stato non ha annunciato un ricorso, né sembra intenzionata a farlo: salvo sorprese, il capitolo dovrebbe essere chiuso. Ciò significa che l’America rischia di non sapere mai se Gotti Jr., 45 anni, moglie e sei figli, fu o non fu il “padrino” della mafia newyorchese dopo il padre: lui afferma di avere abbandonato la mafia oltre un decennio fa.

Nel ’99, il figlio del “dapper don”, il don elegantone, raggiunse un compromesso con la giustizia: ammise di avere fatto parte della criminalità organizzata ma proclamò di averle voltato le spalle, si confessò colpevole di reati mafiosi minori e accettò cinque anni di carcere. Durante la sua prigionia, però, la Procura allestì un secondo processo, poi un terzo e così via. D

al 2005 Gotti Jr. trascorse la vita ora dietro le sbarre ora agli arresti domiciliari, passando da un’aula di tribunale a un’altra. L’ultima incriminazione, la più grave, per due omicidi, risale al 2008. La procura voleva processarlo a Miami, ma il locale tribunale si oppose: «È un palese tentativo d’incastrarlo – decretò -. La legittima sede del processo è New York».

Al processo a Brooklyn, seguito in diretta da numerose radio e tv, John Gotti Jr. ha ribadito la propria innocenza, dicendo di essersi riscattato e di avere pagato il conto con la giustizia. La testimonianza più pesante a suo carico quella di John Alite, un amico d’infanzia, non ha convinto tutti i giurati. Tra altri, Ron Kuby, l’ex avvocato del padre, ha deposto a suo favore. Così, dopo undici giorni di deliberazione, la giuria si è arresa. Alla sentenza, un sostituto procuratore gli ha stretto la mano e augurato buona fortuna.

Di certo vi è solo una cosa: che Gotti Jr. non ha fatto il pentito, cioè non ha tradito l’antica consegna dell’omertà. Sulla saga di “Junior” Hollywood girerà probabilmente un film, ma senza prendere posizione, lasciando agli spettatori il giudizio finale.