New York, giallo a Manhattan: donna trovata morta nel raccoglitore della spazzatura

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 luglio 2018 6:45 | Ultimo aggiornamento: 17 luglio 2018 19:52
New York, giallo a Manhattan: donna trovata morta nel raccoglitore della spazzatura (foto Ansa)

New York, giallo a Manhattan: donna trovata morta nel raccoglitore della spazzatura (foto Ansa)

NEW YORK – Giallo a Manhattan: Lara Prychodko, 48 anni, è stata uccisa e buttata nel raccoglitore di spazzatura posto all’interno del palazzo in cui abitava e dove è stata compattata dalla macchina, o si è buttata sotto effetto di alcol e droghe?

La polizia ritiene che, ubriaca, sia caduta nel raccoglitore posto al 27° piano all’interno del lussuoso condominio dove abitava l’esponente dell’alta società di New York mentre il padre Nicholas definisce le conclusioni del NYPD “inconcepibili” e “assurde”, l’ipotesi lo ha lasciato “incredulo” e sostiene [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,-Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] sia stata “brutalmente e sadicamente assassinata. Non aveva motivo di entrare in quell’area. Era appena uscita dall’ascensore”, come dichiarato al New York Post.
I detective dicono che la Prychodko è stata vista per l’ultima volta in un video della sorveglianza. La donna era apparentemente ubriaca e barcollava al 27° piano delle Zeckendorf Towers.

La donna è stata trovata “schiacciata in diversi punti” dall’operaio responsabile della manutenzione dell’edificio a Manhattan.

Il portavoce del NYPD, il tenente John Grimpel, ha affermato che “i detective stanno investigando attivamente sulla sua morte”.

Sembra che al momento della morte, Lara Prychodko stesse affrontando un divorzio combattuto e perso la custodia del figlio Talin di nove anni; il tribunale le aveva ordinato di sottoporsi a regolari esami tossicologici e alcolemici, come riportato dal Daily Mail.
L’ex marito della donna, David Christopher Schlachet co-fondatore di Taocon Inc, una società di costruzioni a New York, aveva chiesto il divorzio nel 2016.

Al New York Post, Eric A.Seiff avvocato della Prychodko ha riferito che la donna aveva una condanna del 2012 per guida in stato di ebbrezza.
“Era assolutamente convinta che il dolore e la dipendenza dall’alcol fossero collegati al cancro” e aggiunto che tuttavia negli ultimi sei mesi aveva superato tutti i test tossicologici e che pochi giorni prima della morte sembrava “ottimista”.